La scomparsa di Davide Tizzano lascia un vuoto profondo nel cuore della comunità remiera italiana. Davide non è stato soltanto un campione olimpico: è stato un Presidente che ha portato nella guida della Federazione la stessa grinta, la stessa visione e la stessa determinazione che lo hanno reso grande in barca.

Il suo mandato, durato appena tredici mesi, ha lasciato un’impronta che molti considerano già indelebile. Tizzano aveva un’idea chiara: il canottaggio italiano deve evolversi, restando fedele alla propria tradizione ma aprendosi a una modernità tecnica e organizzativa indispensabile per competere ai massimi livelli internazionali.

Ha puntato sulla qualità, sulla valorizzazione dei talenti e su una direzione tecnica solida, capace di garantire stabilità agli atleti e di ispirare le nuove generazioni.

Onorare la memoria attraverso la continuità

Come direttore responsabile di Amoremare, pur essendo una testata dedicata principalmente al mondo master, ritengo che il modo migliore per rendere omaggio a un uomo d’azione come Davide non siano soltanto le parole, ma i fatti. Per questo auspico che il prossimo Presidente e il nuovo Consiglio scelgano di dare continuità alla direzione tecnica e alla visione sportiva impostata da Tizzano.

Cambiare rotta ora significherebbe disperdere il prezioso lavoro di semina compiuto in questi mesi. Onorare Davide significa:

  • mantenere la stabilità tecnica che sta già producendo risultati;
  • proteggere i progetti avviati per il settore giovanile e per l’alto livello;
  • proseguire sulla strada della meritocrazia e della passione che lui ha sempre incarnato.

Se il fiume di parole, di affetto e di stima dedicato in questi giorni a Davide Tizzano avrà davvero scavato un solco nella storia del canottaggio italiano, lo si vedrà nei passi e nelle decisioni della futura dirigenza.

Paolo Caracciolo di Brienza

fotografia tratta da Canottaggio.org