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la lettera di Vito D’Agostino

ciao paolo,

gentilmente ti chiedo di pubblicare, nel caso lo ritenessi opportuno, questo contributo in merito a una gara dell’ultimo campionato del mare. E’ uno spunto di riflessione sull’operato di un giudice di gara che, secondo me, è in controtendenza rispetto allo spirito che contraddistingue la categoria master. Grazie.

“Vorrei sottoporre alla vostra attenzione quanto accaduto nella gara n. 60, canoino master maschile, cat. F –G (over 60- under 70). Il giudice di gara ha valutato grave e irrecuperabile un problema di rotta da parte del vogatore del Cus Bari, Giuseppe Martinelli (63 anni), squalificandolo dalla gara, dopo circa 300 m di percorso.

Accettare la decisione di un giudice è insita nella natura degli sportivi. Lo siamo tutti noi. E’ un nostro valore.

Ritengo, però, che esista il criterio del buon senso nell’applicazione di un regolamento, da tenere in debito conto quando si tratta di gare master.

Perché?

Per ragioni contingenti, che nel caso di Trieste sono quelle legate alle condizioni del mare e all’intensità del vento nell’ora della gara, 14:40, e al fatto che si è vanificato, dal punto di vista sportivo,  il lungo viaggio per raggiungere la città (2200 km, con barche al seguito).

Per ragioni più generali, che vedono il master gareggiare per una sfida con sé stessi più che con gli avversari, ancor più se si parla di equipaggi over 60. E’ indubbio che l’agonismo sia insito in tutti noi, ma la vittoria non è questione prioritaria. L’espulso Martinelli, saggiamente afferma “Siamo al via. Questa è già una vittoria”.

Il regolamento non vieta la possibilità di tagliare il traguardo, anche fuori campo. E’ pur vero che la rotta è un elemento importante per non collidere con nessuno e, ovviamente, per percorrere la minima distanza di gara. Il buonsenso, in questo caso, si manifesterebbe nel fermare un equipaggio solo ed esclusivamente in una situazione di pericolo.

Mi auguro che questa mia nota possa produrre una riflessione sulla questione, Vi saluto cordialmente

Vito D’Agostino”

Faccio una breve considerazione perchè ero presente in quella gara, il giudice ha richiamato l’amico Martinelli ben due volte ammonendolo che al terzo richiamo sarebbe stato squalificato.

I richiami del giudice ( sicuramente i primi due) erano dovuti non solo per mantenere una corretta traiettoria ma anche e sopratutto perchè era reale il rischio di abbordaggio con il concorrente vicino di corsia.

Devo anche evidenziare che se c’è stata una notevole rigidità probabilmente questa è stata anche condizionata da un episodio in una altra gara master ( categoria H) dove la mancanza di richiami e/o di penalizzazione ha consentito ad un concorrente di stringere il vicino di corsia verso la boa dei 500 mt  chiudendogli di fatto la strada .

La protesta della società del danneggiato si è fermata sportivamente al far presente al Presidente di Giuria l’accaduto senza sporgere formale reclamo.

Io che remo tra i G concordo infine pienamente con l’affermazione di Martinelli che è ancora categoria F : “Siamo al via. Questa è già una vittoria” .

Paolo Caracciolo di Brienza