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La lettera di Luca Dell’Elice con i commenti dell’Editore

La lettera di Luca Dell’Elice con i commenti dell’Editore

Caro Paolo, mi rispecchio in quanto scritto da te nell’articolo dei Campionati Italiani Master.

Vorrei innanzitutto elogiare l’operato di Enzo Ademollo in quanto, vedendo le foto di gennaio febbraio, nessuno di noi avrebbe mai creduto che il campop di regata fosse operativo nei tempi prestabiliti. Tale elogio va anche esteso a tutte le persone che hanno coadiuvato Enzo nell’impresa, a partire dalle istituzioni.

Ora vorrei descrivere i pro ed i contro del campo di regata secondo il mio modo di vedere. Parto dai pregi perchè ritengo che sia più giusto.

PREGI:
– Visibilità del campo di gara;
– Valletta alle premiazioni… (anche l’occhio vuole la sua parte).

Difetti:
– 1 pontile per uscire ed 1 per rientrare??? con una sola persona al controllo documenti, si rischia di fare la fila e di non scaldarsi a dovere;
– 2 sole corsie contenenti ogniuna 3 imbarcazioni;
– mancanza dei barchini di partenza che impongono il calcolo dell’handicap all’arrivo. Detta problematica ha sicuramente influenzato almeno la gara del singolo categoria J (Mario Sartini) il quale ha fatto metà gara sulle onde del motoscafo. Vice versa con i barchini e l’handicap in partenza le cose sarebbero state (penso) leggermente differenti;
– pochissimo spazio all’arrivo per frenare le barche lunghe dopo l’arrivo;
– mancanza boe 750 e 250;
– servizi igienici e doccie.

Dette critiche, sia chiaro, non sono rivolte all’organizzatore, che sicuramente ci ha messo pure l’anima, ma all’organismo federale che valuta i campi di regata ed assegna il proprio imprimatur.
Non mi pronuncio invece sul responsabile master, in quanto non riesco a capire come ci può rappresentare, se, oltre alle premiazioni, quest’anno non si è ne visto ne sentito (ovviamente secondo me).

Un caro saluto a tutti gli appassionati di questo magnifico sport

 

Dalla lettera di Dell’ Elice  sembra che le ombre oscurino i lati positivi e purtroppo fanno passare anche in secondo ordine il gran lavoro fatto da Ademollo.

Un’ombra  , che a mio parere non è piccola, è stata l’assenza totale di un rappresentante della Federazione fatta eccezione per Mario Italiano che era presente ovviamente a titolo personale e  di puro appassionato del canottaggio visto l’abbigliamento casual in netto contrasto con l’immagine data a Candia di un Consigliere che, in quanto tale, dava sfoggio di sobria eleganza in un bel completo bianco e cravatta federale.

Sono convito che non si debba trattare di una distrazione difficilmente imputabile ad una persona molto attenta all’immagine ed alla forma e quindi cosa dobbiamo pensare ?

Paolo Caracciolo di Brienza