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Il commento del Consigliere Italiano

Il commento del Consigliere Italiano

qui di seguito quanto scrive Mario Italiano:

buongiorno Paolo,
ricevo segnalazione del tuo articolo da amici canottieri, poiché ci si radunerà tra master in quel di San Miniato tra poco, esprimo volentieri qualche riflessioni sui temi da te tracciati.
Personalmente sono convinto della bontà della scelta fatta tempo fa di riaprire il doppio tesseramento, che da l’opportunità a chiunque di competere anche a livelli superiori e ad alcuni di eccellere, come hai correttamente riportato circa il risultato di Antonella Corazza, senza dimenticare i risultati di Cristina Rasario o SodaDell’EliceCresta oppure Zucchi e Bosco (nel 2x ci sono state batterie, recuperi e finali), oppure Prina che ha consentito al Varese di schierare un 8+ e che sicuramente ha dei valori agonistici oltre il “dopolavorismo”.
I distacchi fanno parte di qualsiasi manifestazione sportiva, c’è chi ha più talento, chi si allena di più e anche chi è più giovane, però perché negare ai tanti che ho citato di divertirsi in manifestazioni agonistiche. Anche nei master ci sono distacchi abissali (e sono “solo” 1.000 metri), gli arrivi sono al cardiopalmo  prevalentemente per mere condizioni anagrafiche, anche qui dovremmo porre dei limiti a chi partecipa per il puro piacere di vedere la prospettiva delle spighe nel campo di gara, mentre sfida i propri limiti?
Alla domanda se sono spettacolari le finali con un solo partecipante c’è una sola risposta: NO, ma per cambiare questa regole ci sono dei passi imprescindibili da affrontare in altre sedi e non sugli organi ufficiali o meno di stampa. Personalmente sono contento della regola prevista per i campionati master. C’è spazio per fare proposte sulle altre categorie.
 
I punti ai master: era un tema sul quale mi ero speso, ma ho cambiato idea entrandoci nel merito e ti spiego perché. Ritengo che non servano a nulla, i punti portano spesso a distorsioni strane, li ritengo, per i master, alla stregua delle stellette delle giovani marmotte, che però hanno un’età sull’intorno dei 10 anni. Chi vuole fare punti oggi ha la possibilità di gareggiare nei senior, così fanno gli amici della ProMonopoli, che spesso fanno la gita “fuori porta… circa 700 km” quando c’è Piediluco per seguire le gare dei propri atleti e in alcuni casi figli, gareggiando nell’8+ (e tanti altri). 
Circa la battuta finale, da quando ti conosco, come fine analista delle carte federali e sagace propulsore di idee ingegneristiche sul mondo master, posso dire che hai fatto di meglio.
 
spero di vederti a San Miniato, unitamente ai tanti che ho il piacere di incontrare sui campi di regata durante l’anno.

che sia una festa adulta

un abbraccio,

ciao
Mario

Le mie osservazioni:

1) per fortuna che ci sono amici master che informano Mario Italiano di quanto si scrive su Amoremare perché, altrimenti,  il Consigliere con la delega ai master non andando direttamente sul sito, non ne verrebbe a conoscenza. Troppi impegni ? Sito da non meritare neppure di essere visitato o troppi siti che parlano dei master in Italia ?

2) Convinto che Amoremare debba limitarsi al solo mondo Master, le mie considerazioni , pur circoscritte a questa categoria , mi consentono di fare considerazioni generali legate a numeri per i quali non occorre essere  sagace propulsore di idee ingegneristiche. Cerco  di spiegarmi:

Un campionato senior che vede solo 225 atleti gara presenti ( esclusi i timonieri) denota una scarsa partecipazione o una assenza di canottieri di tale categoria, la conferma è il numero di finali con corsie piene ( solo due ).

L’accesso in una finale ( per qualunque sport ) può sicuramente essere motivo di soddisfazione se però ci si arriva dopo una selezione , se invece la finale diviene aperta per mancanza di numeri anche a chi non avrebbe potuto superare una selezione, eccezion fatta per pochissimi, perde di valore e i distacchi rappresentano la reale disparità tra concorrenti che dovrebbero appartenere ad una categoria che esprime o dovrebbe esprime  il vertice del canottaggio italiano.

Prova di quanto detto è la presenza di distacchi abissali (e sono “solo” 1.000 metri) quando non ci sono le batterie anche nelle finali master , ma qui il discorso è lievemente diverso, altrimenti perché non  abolire la categoria e riunire tutti nei senior ?

Non ho mai parlato di spettacolarità di finali con un solo equipaggio in acqua, anche qui mi ripeto per non essere frainteso.

Ho sempre parlato di assenza di competizione e di confronto ed un titolo assegnato, per una vigente regola contraria al concetto di gara, diventa un “insulto” per chi ha invece  gareggiato per ottenere lo stesso risultato.

Perchè non si cambia ? Forse andrebbe chiesto a tutti quei sodalizi sportivi che nelle loro bacheche mostrano una coppa di Campione d’Italia ma che non ha la targhetta esplicativa con la dicitura “unico concorrente”

Mario Italiano dice in merito  i punti ai master: li ritengo, per i master, alla stregua delle stellette delle giovani marmotte, che però hanno un’età sull’intorno dei 10 anni. 

Non ricordo ,al contrario di Mario Italiano, che è molto più giovane che valore avessero le stellette per le giovani marmotte. Però ricordo che i segnali mandati da questo “corpo speciale ” fossero tutti all’insegna di valori di giustizia, correttezza etc etc; allora perchè costringere, per avere il diritto di voto, le società che hanno solo master a  far diventare senior i propri master ?

Chiudo confermando che quanto dice Mario Italiano è vero,  sicuramente ho fatto di meglio  circa la battuta finale ma sono dovuto un pò  “scadere” per poter risentire la voce del Consigliere addetto ai master che ufficialmente non parla da dieci mesi ma ha i suoi  amici canottieri con i quali spero di condividere, tra pochi giorni, una festa adulta

Paolo Caracciolo di Brienza