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Bruno Bradamante: c’è ricorrenza e ricorrenza……..

Bruno Bradamante: c’è ricorrenza e ricorrenza……..

Ciao Paolo, ti intrattengo come intratterrò tutti gli amici che avranno il piacere ovvero la pazienza di leggermi.

Senza menzionare, per il momento, l’oggetto della mia riflessione premetto che tutte le occasioni per incontrarsi con degli amici  sono sempre estremamente positive e ieri, con la venuta a Trieste di numerosi canottieri giovani e meno giovani provenienti da circoli austriaci e sloveni accompagnati da quasi 10 outrigger a otto, tra locali e ospiti abbiamo allineato 15 otto, delle quali anche 2 yole, per una regata non competitiva che dal largo del Castello di Miramare portava gli equipaggi nel bacino cittadino antistante piazza dell’Unità d’Italia.
E’ stato bellissimo anche se le condizioni del mare non hanno consentito a tutti di compiere il percorso, ci sono stati dei naufragi e purtroppo il Circolo Marina Mercantile ha distrutto la sua barca che, seppur molto datata, svolgeva egregiamente il suo compito utilizzata esclusivamente da vogatori amatoriali. E fin qui tutto bene! Gli incidenti che sono successi alla fine sono nell’ordine delle cose. La mia riflessione però, e qui vengo al dunque, è la ricorrenza che le autorità locali, suggerite e sponsorizzate dall’Unione Europea, hanno voluto promuovere. Si è voluto ricordare (lo scrivo in maiuscolo per dare la maggior evidenza possibile) IL CENTENARIO DELL’INIZIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE.
Ma ti sembra il caso, come evidentemente non sembra a me e non sono l’unico, che si pensi di commemorare l’inizio di una guerra? Non voglio aggiungere altro rimandando alla coscienza di ognuno una riflessione ponderata sull’argomento.
Un caro saluto
Bruno Bradamante
Ho letto e riflettuto sulla tua lettera e su queste pagine in cui si parla di canottaggio master forse non dovrei esprimere  la mia opinione ma la scusa per dire il mio modestissimo pensiero l’ho trovata nel fatto che il tuo otto era composto da tutti master.
Sono convinto che salire in barca , a prescindere dall’età, sia un momento di allegria e di piacere ed il remare, praticato agonisticamente o meno, esprima solo allegria.
Ciò premesso non posso che concordare con te che il ricordare l’inizio di una guerra che, come tutte, è un evento tragico connotato da un’infinità di lutti, debba essere ricordato con la dovuta compostezza e mestizia.
Il ricordo dovrebbe essere solo un monito, dalla storia ritenuto purtroppo inutile e vano, per tutti coloro che pensano che una guerra sia, in alcuni casi, l’unica strada percorribile.
Cosa c’entra una regata , se pur non competitiva, con un tipo di commemorazione destinato all’inizio della 15-18 ?
Forse un segnale forte sarebbe stato il non scendere in barca ma ci sarebbe voluto un consenso unanime cosa che mi pare impossibile sopratutto nel nostro Paese.
Paolo Caracciolo di Brienza