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LETTERA DI LUCA DELL'ELICE

E ora tocca a Ottazzi



Purtroppo non ho potuto partecipare alle regate per motivi familiari e pertanto mi sono accontentato di vedere i risultati su internet, leggere i vari articoli e sentire i commenti degli amici del mio
circolo. Da quello che ho potuto desumere tutti hanno dato un giudizio positivo se non entusiastico sulla manifestazione. Volevo fare i complimenti a tutti gli organizzatori per essere riusciti a mettere su una straordinaria manifestazione. Se dovessi proporre un motto per il futuro, utilizzerei le parole di Pablo Neruda "non far mai morire il bambino che è dentro di te!". D'altronde tutti noi master, oltre che dalla vena agonistica e dalla passione, siamo anche mossi da una sorta di filtro della Gioventù che ci fa rimanere bambini. La nostra quotidianità fatta di lavoro, problemi, famiglia, quando scendiamo in barca torniamo bambini e ci ingarelliamo anche con i tronchi (come fanno gli allievi). Pertanto al di la dell'aspetto agonistico dove a tutti piace gareggiare e vincere (se
possibile) c'è anche quest'altro importante aspetto da prendere in considerazione. Adesso penso che il buon Ottazzi, assieme alle persone che sceglierà per far diventare grande il movimento master, dovrà lavorare non solo per il movimento master a livello nazionale ma anche per presentarci alle
competizioni internazionali da guerrieri uniti e non facendo tante entità isolate. Tanto oramai i giochi politici delle società non ci interessano più e pertanto la divisione non giova a nessuno. Uniti spacchiamo tutti! Perchè? semplice perchè siamo Italiani ed abbiamo comunque una marcia in più!
Luca Dell’Elice