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Circuito di gare per i Master



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Massimo Pierro propone: "Si potrebbe ideare un circuito di tre gare comprendente i Tricolori Master, i Campionati Italiani di Coastal Rowing e i Campionati del Mare, creando una speciale classifica unica a punti per le società (e anche per gli atleti) come avviene per la Coppa Montù e per il Trofeo D'Aloja. In questo modo gli atleti e le società sarebbero incentivati a prendere parte a queste tre manifestazioni".

L'OPINIONE DI ANDREA PINCI (Tirrenia Todaro): “E’ molto interessante la proposta di Pierro, mi auguro che possa avere un seguito. Tra l’altro io credo che il Coastal Rowing possa essere un veicolo importantissimo per incentivare i Master a gareggiare. E’ questo, almeno nel Lazio, il nostro principale problema: c’è un elevato numero di master a livello amatoriale, ma gran parte di essi non gareggiano per il timore di sfigurare al confronto di atleti più giovani e di coloro che praticano l’attività a livello agonistico. Rimedi? Organizzare a livello regionale eventi che prevedano nella stessa giornata non solo gare ma anche iniziative collaterali socio-culturali che favoriscano l’aggregazione e invoglino i master a gareggiareâ€.

L'OPINIONE DI ILARIO D'AMBROSI: Quanto letto fino ad oggi è ampiamente condivisibile. Occorre, a mio avviso, fare in modo che tutte le manifestazioni in cui vengono previsti degli impegni per i master siano considerate con il rispetto che meritano e non solo come riempitivo dei programmi di regata. Mi spiego meglio. Vi sono realtà locali e comitati che prevedono regolarmente nell'ambito dei bandi di regata delle gare master in tutte le specialità. Altre realtà lo fanno solo quando devono coprire dei buchi di programma. I Master quindi risultano essere trattati come pezze riempitive, utilizzabili alla bisogna. Guardiamo all'atletica, allo sci in generale, ai tuffi, esistono i campionati master.
Nella nostra categoria, nel codice delle regate, essendo previste le categorie d'età, sembra potersi dire, anche se non in modo esplicito, che vanno redatti i bandi anche per i master seguendo quelle caratteristiche.
Qualcuno potrà fare dei distinguo dicendo che è impossibile, porterebbe via troppo tempo fare tutte quelle gare, ma se non si iscrive qualcuno è pure previsto che la gara decade, oppure se ci sono pochi iscritti di categorie diverse, possono essere messi in competizione tutti assieme, utilizzando al momento dell'arrivo, quello che all'estero è la norma, cioè l'applicazione degli handicaps (vedi FISA).
Qualcuno ha detto che anche i Master potrebbero portare punti. Nel campionato regolamentare li portano, anche se in modo diverso dagli atleti, perchè non anche nelle altre manifestazioni?
(dovrebbe essere modificato il codice di regata).
Credo, per concludere, che al di là della possibilità di portare punti o meno, ci sia la necessità di acquisire come master il giusto riconoscimento che dobbiamo avere, non tanto come ex atleti, ma come atleti, seppur in età avanzata, che partecipano alle varie competizioni, innanzitutto per DIVERTIRSI e poi per NON SFIGURARE. Le vittorie, i piazzamenti sono delle ottime cose, non sicuramente le priorità assolute. E' giusto che ci siano i campionati master perchè non siamo i figli della serva, però ricordiamoci che in molti altri sport, in cui vi sono i campionati master, vi sono degli arzilli anziani che, pur di vincere e di andare agli onori della cronaca, sono disposti a tutto. Questo NON E' quello che dobbiamo fare trasmettendo ai giovani delle nostre società, già abbondantemente stressati dai loro allenatori per far loro dare più del massimo al fine di ottenere prestigio personale e societario. Il nostro fantastico sport deve rimanere pulito. Con gli amici con cui vogo praticamente da una vita la parola d'ordine è quando non sarò più in grado di NON SFIGURARE è bene che appenda, io per primo senza sentirmelo dire, il remo al chiodo.
Per ultimo, ma non per importanza, credo che come ci sono i rappresentanti degli atleti in Consiglio, lo stesso, se noi siamo atleti, anche se ormai sfatti,dovremmo averli almeno nei vari comitati regionali.

L'OPINIONE DI ELENA ANSUINI (Canottieri Lazio): "Faccio una premessa: il canottaggio italiano, e in particolare la categoria Master, hanno bisogno di occasioni che possano garantire anche un minimo di visibilità. Dunque, ben venga qualsiasi tipo d'iniziativa che ci consenta di gareggiare di più e di essere seguiti maggiormente dai media. Nella fattispecie, poi, la proposta di Pierro mi sembra molto interessante".

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