La Community del Canottaggio Master e non solo

Un omaggio a chi era da solo nel primo tricolore master….

non era da solo ma era da sola in quanto unica donna a partecipare alla prima edizione del tircolore master, Cristina Calò la ha intervistata.

L’intervista:
Cosima Danese, del Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco “F. Carrino” di Brindisi, campionessa italiana nel singolo femminile categoria B ai Campionati Italiani Master di Piediluco.

Davvero un personaggio unico Cosima Danese detta Cosetta. Una grinta, una passione. Ve ne renderete conto da soli leggendo le sue parole.

Sono felice di aver ricevuto la chiamata di Paolo Caracciolo e la tua per questa intervista. Mi fate sentire più importante di quanto sono!
Ho cominciato a remare a 15 anni (ora ne ho 36). Se penso che vogo da 21 anni quasi…. non mi sembra vero…… mi sento come se avessi cominciato solo da poco perché ogni volta che scendo in barca, la mia barca (quando dico cosi il mio coach ANTONIO COPPOLA mi ricorda che non è la mia ma la sua!) ho la stessa bella sensazione della prima volta. Non proprio della prima perché anche io come tutti o quasi la prima volta sono caduta in acqua! Ho cominciato quasi per sfida con mio padre, sfida che lui ha perso perché mi ha messo davanti ad una scelta: canottaggio o pallavolo. Ed io scelsi di fare pallavolo ma è durato solo due anni perché poi ho voluto provare ad entrare in quel mondo che a vederlo da fuori sembrava tanto triste, pesante e molto MASCHIO. Ma da allora non ne ho potuto più fare a meno. Sono stata fortunata perché il mio allora allenatore ha subito visto in me una potenzialità non comune. E cosi ho cominciato a vogare su quella che è la barca che faccio da 21 anni: il SINGOLO, GRANDE BARCA, che ti restituisce tutto ciò che dai: se non sei allenata non vai da nessuna parte; se non hai testa non ti muovi. E questo mi ha fatto crescere sia fisicamente che caratterialmente. Ero una ragazza molto timida ma il canottaggio, che mi ha subito messa a confronto con 60/70 avversarie, mi ha trasformata. Grazie alle gare sono riuscita a far diventare la mia timidezza forza e questo è un altro grande traguardo per me. E sì perché da ragazza le mie avversarie erano tantissime. Tra loro la CORAZZA, la GRIZZETTI e la PEREGO stessa che ha gareggiato contro di me in questo campionato. Nonostante tutto sono sempre arrivata in finale. Il titolo di campione d’Italia l’ho sfiorato solo un anno arrivando seconda a 8 secondi dalla prima. Poi è arrivata quella che è stata la svolta della mia vita: la scelta di cambiare società. Posto nuovo, atleti nuovi e coach nuovo.
Che paura….da subito ….la risposta al mio stile e modo di remare è stata: “Non sai vogare. Essere seduti in barca non vuol dire essere seduti sulla poltrona di casa”. Quante volte me lo ha ripetuto COPPOLA. Ogni mattina sveglia alle sei. Treno da MONOPOLI per BRINDISI, ALLENAMENTO, DOCCIA E SUBITO TRENO PER RIENTRARE e andare a lavorare…….. Quattro anni è durata questa storia e quanti pianti sul remergometro, quante litigate con il mio coach perché mi stancavo e volevo fermarmi….. ma sono ancora qua. È grazie a lui che in 21 anni, nonostante fossi arrivata a Brindisi a 30 anni, ho avuto il risultato migliore di tutta la mia vita nel canottaggio, il mio miglior tempo in singolo. È a lui che sempre dirò grazie. È grazie a
lui che nonostante litigi e cose varie io a questo campionato c’ero. E ho voluto dimostrare a tutti quelli che in me non credevano più CHE COSETTA C’ È! E ci sono stata e ho vinto! Cosi camminando a Piediluco durante questi campionati ho incrociato l’allenatore di un circolo di Napoli che sfottendomi mi ha detto: “Tanto hai fatto che il campionato lo hai vinto!”. E si, l’ho vinto………e la soddisfazione per me è stata ancora più grande quando ho visto il mio tempo sul singolo, migliore di quello di ANTONELLA CORAZZA, un mito, grande atleta ed esempio per me. L’emozione che mi ha dato la vittoria di questa gara non è stata da meno di quella che mi dà una regata nella categoria senior: uguale, bellissima
e unica e solo chi l’ha provata può capirla.

Ringrazio di cuore tutti quelli che credevano, credono e crederanno in me. Il mio allenatore: senza di lui non sarei diventata quello che sono. E mio padre che da lassù mi guarda. Continuerò a remare per me e per lui. La barca, che ci crediate o no, è la mia vita. Quando sono in barca mi sento unica, non esiste niente e nessuno solo io e lei.

Ringrazio di vero cuore tutte le persone che sono riuscite a fare di questo campionato una gara rendendo possibile la realizzazione di un altro sogno: QUELLO DI VINCERE I CAMPIONATI ITALIANI MASTER. Ora posso appendere al collo il REMO TRICOLORE. Fino a poco tempo fa avevo quello d‘argento.

Adesso spero di continuare ad allenarmi e magari di riuscire a far parte, perché no, di un otto per i mondiali master o comunque di una barca da presentare a Varese 2013.

Questa è Cosetta. Ed io non aggiungerei altro.

Cristina Calò