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Un grazie a Pino Lattanzi

Invito tutti a leggere l’articolo di Pino Lattanzi su Canottaggio Magazine ed io ringrazio l’amico Pino sia per le belle parole che ha sempre per il mondo master e sia perchè mi dà lo spunto per una riflessione.
Dopo il campionato ho avuto un breve scambio di opinioni con il nostro Presidente e mi ha colpito la sua attenzione nonostante non fosse stato presente, mi ha domandato : come mai così poco pubblico?
La domanda di Gandola si ricollega a quanto dice Pino Lattanzi su l’ipotesi di eventi collaterali e necessità di fondi per il mondo del canottaggio .
Il secondo problema sconfina dall’area nella quale gravita Amoremare mentre il primo , che potrebbe anche essere propedeutico al secondo, interessa tutti e quindi anche il mondo master.
Perchè così poco pubblico?
Ecco le mie considerazioni:
1) si assiste ad una gara di canottaggio per tifare per un amico, per un sodalizio o , nei casi più importanti per i colori dell’Italia.
2) Nel caso del Campionato Master non potendo parlare di un tifo per il Tricolore , gli spettatori potevano tifare o per il loro sodalizio o per i loro amici e quindi è inevitabile che gli spalti fossero occupati da un numero modesto di persone normalmente interessate alla gara del momento.
3) Lo spettacolo di una gara di canottaggio, esclusi gli interessi tecnici e l’eventuale tifo, non può attirare di per sé un grandissimo numero di persone a meno che queste non siano motivate e sollecitate ad essere presenti anche per qualche altro motivo.
E qui si apre un argomento sicuramente delicato perchè tocca l’aspetto organizzativo e di conseguenza
l’aspetto economico.
La Federazione dovrebbe, secondo me, chiedere al Circolo che si propone per ospitare l’evento quali saranno le iniziative collaterali previste .
La decisione di affidare o meno la manifestazione dovrebbe essere condizionata anche da quanto farà da corollario alla stessa.
Il giorno in cui gli spalti saranno stracolmi probabilmente il canottaggio assumerà un altro interesse per gli eventuali sponsors .
Questo è un problema di base per tutti i cosiddetti sport minori e lo sponsor diventa disponibile a finanziare solo se ha un ritorno e il ritorno non può che essere la visibilità e la diffusione della immagine.
Paolo Caracciolo Di Brienza