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Quella volta che sconfinai in un quagliodromo

Nella foto Davide Tizzano con un altro grande campione: Paolo Trapanese, portiere della Canottieri Napoli e della nazionale di pallanuoto negli anni 80 e 90

“Che fine ha fatto Davide?”. Se lo chiesero in molti quella domenica del 1981 nella quale, al Lago Patria, feci perdere le mie tracce durante una gara di singolo. Ero giovanissimo, poco esperto e anche un tantino distratto – devo dire – visto come andarono le cose in quella mattinata che difficilmente dimenticherò.
Ad un certo punto della gara mi ritrovo improvvisamente solo, dove sono andati gli altri concorrenti? Possibile che li abbia staccati tutti? Possibile che mi abbiano seminato a tal punto da non vederli più? Niente di tutto questo, la spiegazione era un’altra: mi ero perso. Senza rendermene conto, ero andato a finire nel quagliodromo del Lago Patria adiacente al campo di regata. Fortunatamente non c’erano cacciatori, l’unica conseguenza negativa è stato l’ultimo posto nella gara.
Qualche anno più tardi, sempre al Lago Patria, ho rischiato veramente di essere impallinato. E non per colpa mia. Fu un cacciatore, quella volta, a sconfinare nel campo di allenamento: me ne resi conto soltanto quando vidi un nugolo di pallini passarmi a pochi centimetri dalla faccia. Quando ci ripenso mi si accappona la pelle.
Davide Tizzano