La Community del Canottaggio Master e non solo

Paolo Caprioli riprende a remare ……..con la penna e scrive…..

Carissimi amici
Vi ringrazio per avermi inserito in questo scambio di opinioni.
Vorrei fare un piccolo passo indietro perché ritengo corretto valutare la storia che ci ha portato fino ai giorni nostri.
Fino a non molti anni fa la categoria master era bistrattata e relegata al puro contorno. Si gareggiava si ma molto spesso con la sensazione di dare quasi fastidio.
Poi piano piano le cose sono cominciate a cambiare, vuoi per il numero sempre crescente, vuoi per l’attenzione e lo stimolo che alcune gare hanno portato, ma giorno dopo giorno finalmente anche i master hanno cominciato ad avere un ruolo. E’arrivato il Tricolore Master che poi dopo grandi sforzi si è tramutato in campionato e il lavoro è ancora immenso ma l’obiettivo è ben chiaro “integrare i master nelle società e nel canottaggio di tutti i giorni”.
Si era partiti bene la FIC aveva nominato un responsabile di settore il quale ha creato un gruppo di lavoro di cui faccio??? parte. Poi però purtroppo il responsabile è scomparso e il gruppo si è “disidratato”.
La situazione attuale è delicata (parere assolutamente personale). Caracciolo persiste nella sua politica di martello pneumatico (e noi master dobbiamo essere eternamente riconoscenti) ma lo fa da solo e così risulta perso il confronto e la condivisione degli intenti a largo raggio innescando di conseguenza delle potenziali innovazioni non frutto di una volontà generalmente condivisa.
Io sono del parere che bisogna tornare ad avere un gruppo di lavoro che sia rappresentativo del territorio e un riferimento FIC che faccia da fulcro e promotore della volontà master integrando questa importantissima realtà nella grande famiglia del canottaggio.

Questa è la storia ora veniamo a noi
Il tesseramento separato è una bestiaccia grama come lo è l’altrettanta liberalizzazione che c’è stata fino ad ora; . la folla applaude la grandissima Antonella che alla sua età e con una tenacità d’esempio per tutti si beve e si mangia tutte le avversarie master (e non solo) ed è giusto così perché master lo fa l’età non il risultato . la folla inveisce contro Antonella perché viene nei master a rubare la marmellata perché lei fa la senior mentre i master sono ben altro …
Scusami Anto se ti ho preso come esempio ma tu sei l’elemento più rappresentativo e davvero campionessa a 360°.

Chi ha ragione? Chi ha torto?
E qui si scatena il mondo con infinite riflessione aggiuntive dalle quali non se ne esce vivi.
La Federazione ha optato per il tesseramento separato al quale io in primis visto che non condivido pienamente la scelta in quanto va contro il principio d’integrazione societario, ho/abbiamo ottenuto una deroga che darà la possibilità ai master di partecipare come senior a regate regionali ma non a meeting e campionati senior.
Questo nella logica di poter aiutare le società a formare equipaggi almeno a livello locale.
Ci sarà inoltre un’apertura maggiore ai misti.
Cosa dire?
Entrambe le soluzioni hanno lati positivi e negativi, di certo il considerare master uno di 27 anni è molto discutibile e quanto meno anacronistico vista la longevità di questo sport, poi però forse ognuno di noi dovrebbe saper scindere l’agonismo al limite del professionismo dalla filosofia master.
Di sicuro i master sono una risorsa in tutti i sensi e devono essere parte integrante delle società e del canottaggio.
La mia idea è che si arrivi a far si che anche i master, magari con peso minore, contribuiscano a portare punti alla società d’appartenenza per far si che TUTTI da 10 a 90 anni possano convivere attivamente sotto lo stesso tetto.
Siamo riusciti a creare gare vere eliminando o meglio accorpando gare con meno di quattro, abbiamo introdotto gli handicap sui quali siamo in continuo miglioramento e tante altre belle cosette e tante altre ci attendono in futuro.
I master ci sono!

Un caro saluto a tutti
Paolo