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Si Ricomincia…

Si Ricomincia…

Amoremare torna a farsi sentire, lo avrebbe dovuto fare anche in occasione dell’unico evento importante per i master della stagione 2020, non lo ha fatto ed ha sbagliato. Non è nel mio modo di essere il cercare scuse e quindi riconosco che l’unica voce del mondo master italiano non doveva tacere anche se sembrava che fossimo usciti da un momento tragico del nostro paese.

Torno alla attualità e mi soffermo sulla WINTER ROWING RACE 2021.
Premesso che personalmente ritengo il remoergometro un attrezzo come il bilanciere o il tapis roulant, e quindi non vedo perché non fare gare, chiamandole canottaggio, anche con questi altri attrezzi.
Perché non pensare ad una Federazione di INDOOR ROWING?
Ormai è una realtà l’indoor rowing e se riesce a ridurre la crisi di astinenza del poter impugnare dei remi, ben venga.

Allora cerchiamo di farla essere una realtà sempre più ben vista dall’universo dei rowers.
Per fare ciò, bisogna analizzare le manifestazioni che si svolgono, raccogliere le voci di assenso e, se ci sono, quelle di dissenso.
Solo così si può sperare, con una serena analisi critica di fare passi avanti e realizzare manifestazioni sempre meglio studiate.

La WINTER ROWING RACE 2021 ha sicuramente riscosso un buon successo di partecipazione, ma qualche piccolo neo c’è stato.

  • Un meccanismo di gestione troppo poco duttile soprattutto per il mondo dei master che spesso si devono gestire in autonomia.
  • Se l’invio dei video era ritenuto indispensabile per coloro che affrontavano un test, è evidente che non lo poteva essere per i master.
  • Perché allora limitare l’assegnazione delle medaglie solo a coloro che hanno inviato il video?
  • Perché non evidenziare nel regolamento che i video non dovevano superare i 50 Mb?
  • Perché inserire in una unica gara atleti, se pur molto stagionati, di categorie diverse?

Cerchiamo di semplificare al massimo le regole è sufficiente per i canottieri il beccarsi una yellow card in un world regatta master perché il capovoga di un doppio aveva il cappellino quando il prodiere ne era privo.

Paolo Caracciolo di Brienza