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San Giorgio di Nogaro…… alcune considerazioni

San Giorgio di Nogaro…… alcune considerazioni

Euro 8540 è l’incasso derivante dalle iscrizioni Master ed è pari al 74,71% del totale.

Alcuni o molti diranno che non è molto bello fare i conti in tasca agli altri e non è elegante parlare di soldi! Ma senza questi, dice un detto : “non si cantano messe”.

Casa c’entra questo discorso dei soldi ?

C’entra per vari motivi e provo ad analizzarli:

  1. il campionato italiano in barca regolamentare edizione 2018 è una conferma che moltissime manifestazioni senza la presenza dei master non si potrebbero svolgere.
  2. il contributo dato da una categoria , ovviamente a favore anche di tutte le altre, richiede che il campo di regata sia realmente un campo di regata. Non è accettabile che vi sia una corsia di risalita assolutamente insufficiente per larghezza e per ostacoli, ai 750 metri un otto deve invadere il campo di regata per evitare di urtare il palo in acqua o la vegetazione a terra . Il campo deve svilupparsi su linea retta su tutti i 1500 metri. Non può essere delimitato da una spiga su di un solo lato. Non può avere boe scarsamente visibili e per di più non del tutto integre.
  3. Il contributo che i master danno, ma anche se non lo dessero,  richiederebbe che ci fosse un regolamento chiaro privo  di richiami ad allegati e/o  commi, ed a modifiche che vengono introdotte senza una chiara comunicazione  costringendo equipaggi ritirarsi dopo una trasferta di 1000 KM.
  4. Il confrontarsi con la realtà senza trincerarsi dietro un ordine di partenza impostato senza logica o meglio con una logica che non tiene conto della realtà , eviterebbe lo ” strazio” della necessità degli aggiustaggi dell’ultimo momento . Certo che se si vivesse in mondo dove tutte le società possano disporre di un vasto parco barche perchè sostenute da floridi bilanci societari o supportate dal mondo dello sport laddove le proprie forze sono limitate, più di un problema verrebbe meno.

Quanto detto , spinge il sottoscritto a rivolgersi al Consigliere Giuntini:

  1. di farsi promotore in Consiglio di semplificare la normativa o meglio renderla quanto più facile da interpretare
  2. di insistere affinchè si giunga ad una classificazione dei campi di regata. Cosa poco gradita a molti ma necessaria per il decoro di una attività sportiva che fa non pochi sforzi per andare avanti ma che è la base alla quale attingere affinchè l’Inno di Mameli si senta nelle manifestazioni internazionali.

Paolo Caracciolo di Brienza