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Quando la passione non muore mai !!!!!

Quando la passione non muore mai !!!!!

Nella Foto , gli appassionati di canottaggio non fanno fatica  a riconoscere Michelangelo Crispi , attualmente Presidente del Comitato Regionale Lazio e tre volte campione del mondo nel 92, 94 e 99.

La foto è stata scattata in occasione del Campionato Regionale Lazio 2016 e Michelangelo torna dopo 16 anni a fare il canottiere , questa volta master !

Ho ripescato un’intervista che fu fatta a Michelangelo nel 2001 ed è bello riportare uno stralcio della stessa che può fare esclamare soltanto : quando la passione non muore mai e per questo giornale il vedere che anche chi è stato campione del mondo ritrova il piacere di gareggiare se pur come Master , è una ulteriore spinta a curare questo settore che da a moltissimi canottieri over 27 grandi soddisfazioni.

Grazie Michelangelo

Paolo Caracciolo di Brienza

Lo stralcio dell’intervista:

Crispi, potresti definirti il “campione sfortunato” del nostro sport.
“Direi a ragione. Un’Olimpiade sfumata a pochi mesi di distanza dal grande evento, dopo l’impegno di una vita di canottaggio. E’ stato durissimo digerire quella pillola amara. Nel momento in cui sono stato male pensavo e speravo solo di star bene: in quel momento non esisteva né il canottaggio né altro. Ci si accorge che la salute è così importante e al di sopra di tutto il resto solo quando ci manca. Sono arrivato a pesare 50 chili, ho rischiato veramente tanto, ho dovuto subire due interventi chirurgici di sei ore ed effettivamente me la sono vista brutta. L’unica cosa che mi veniva in mente era quella di lottare per star bene, non c’era il futuro nella mia mente. Soltanto dopo, a guarigione avvenuta, ho ripensato al canottaggio ed allora ci sono rimasto male. Ho speso una vita per quell’obiettivo ed era l’anno buono per poterlo raggiungere; stavamo andando veramente forte Leonardo Pettinari ed io. Purtroppo la vita ci riserva anche amare sorprese e bisogna saper incassare, come potrebbe avvenire in una gara dove a pochi metri dal traguardo magari si rompe un remo e perdi. La vita è così, a volte ci vuole un pizzico di fortuna che ci accompagna.”

Quanto ha influito il canottaggio nella crescita dell’uomo Crispi?
“Il canottaggio mi è servito tanto; da quando sono partito da Catania per andare al College a Piediluco, sono stato quasi sempre fuori casa e questo mi ha consentito di crescere e di rendermi più responsabile. Grazie anche al canottaggio sono maturato tantissimo, sono riuscito a comprarmi una casa e poi mi sono sposato. Alla luce di questo il nostro sport mi ha certamente più dato che tolto. Se domani tornassi indietro rifarei esattamente le stesse cose che ho fatto, senza nessun rimorso. Sono anni che resteranno scolpiti in modo indelebile nella mia mente e nel mio cuore, perché mi hanno dato tante soddisfazioni e quando si hanno quelle si mettono da parte tutti i sacrifici, si dimenticano e resta solo il ricordo delle cose belle”.