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Perché mi candido alla carica di Consigliere della Federazione Italiana Canottaggio

Perché mi candido alla carica di Consigliere della Federazione Italiana Canottaggio

Perché mi candido alla carica di Consigliere della Federazione Italiana Canottaggio per il quadriennio 2017-2020?

Perché, e “rubo” quella bellissima frase di Marco Callai, il CANOTTAGGIO è una passione, un’emozione, un orgoglio,  un brivido. Per tutti noi: una MANIA.

Ma la mania deve essere supportata da azioni concrete, solo così si può tenere in vita il canottaggio e la prova di quanto asserisco la ho potuta riscontrare quando una decina di anni fa ho staccato dal famoso chiodo i remi che avevo appeso da ragazzo e mi sono riaffacciato nel mondo remiero con uno sguardo interessato al mondo master.

Ho avuto da subito la sensazione che questa categoria di canottieri non avesse una sua connotazione ben definita e soprattutto, in campo agonistico, ci fossero regole che lasciavano spazio ad una scarsa gratificazione per l’impegno e lo sforzo degli atleti over 27.

Ho cominciato con l’aiuto di molti amici ad ipotizzare come si potesse operare per far crescere la categoria dei master e così nacque il I° Tricolore Master che si svolse a Piediluco nel 2008 con un centinaio di atleti gara, quest’anno si è svolto a Ravenna il sesto Campionato Italiano Master in barca olimpica che ha visto la presenza di 666 atleti fisici per 947 atleti gara.

In nove anni il movimento master ha quasi decuplicato la sua presenza in una manifestazione nazionale; a questo risultato si è arrivati, forse anche con il lavoro svolto dal sottoscritto supportato dal giornale online AMOREMARE, testata giornalistica dedicata al mondo master di cui sono diventato direttore responsabile da pochi mesi.

La crescita del mondo master, ovviamente mi inorgoglisci e devo dire grazie a tutti gli amici che hanno creduto che questa categoria potesse diventare una solida realtà.

Un grazie particolare lo devo a Paolo Caprioli, principale artefice della splendida edizione della World Regatta Master di Varese, che ha condiviso tutte le mie iniziative rendendosi disponibile ad un costante confronto .

Va anche riconosciuto che nel quadriennio della Presidenza Gandola sono stati raggiunti i principali risultati di trasformazione della categoria Master compresa la, oramai accettata, tassa di iscrizione ben più alta di tutte le altre categorie.

Questo particolare oggi colloca la categoria Master in una posizione che non può essere sottovaluta nel mondo del canottaggio italiano. Economicamente la categoria Master è diventata un supporto indispensabile per moltissime manifestazioni, eclatante quello che si è verificato a Brindisi nel Campionato in barca regolamentare dove il contributo dei master in termini di tassa di iscrizione ha rappresentato circa 80% dell’incasso totale.

A Brindisi ho avuto modo di confrontarmi con Giovanni Miccoli, attuale candidato alla Presidenza, ed ho apprezzato il suo interessamento alle mie considerazioni sui master e soprattutto il riconoscimento che è maturo il momento per considerare questa categoria al pari di tutte le altre .

La disponibilità di Miccoli mi ha spinto ad approfondire la lettura del suo programma per il prossimo quadriennio e non ho potuto che condividerlo, convinto che la Federazione Italiana Canottaggio sia la casa di tutti quelli che amano il canottaggio e soprattutto che ci sia trasparenza facendo chiarezza sul perché talvolta non si riesce a mantenere quanto promesso in campagna elettorale .

Il mio impegno è quello di poter essere un supporto, piccolo o grande che sia, per una conduzione della Federazione improntata al rispetto dei programmi fatti e nello specifico farò il possibile affinché si possa giungere al concreto riconoscimento dell’attività master per i Sodalizi di appartenenza, rendendomi da ora disponibile con tutti coloro che vorranno dare un contributo alla crescita ed al miglioramento della categoria affinché i master siano sempre più motivati ad essere presenti nella vita dei Circoli di appartenenza continuando ad essere un esempio ed uno stimolo per i più giovani e soprattutto garantendo a questi ultimi di crescere sia dal punto di vista agonistico con la partecipazione alle gare e sia, con un auspicabile costante corretto comportamento, di crescere come individui.