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Nostra Intervista al consigliere Antonio Giuntini

Nostra Intervista al consigliere Antonio Giuntini

In occasione della Assemblea Nazionale Ordinaria Elettiva della Federazione di Canottaggio prevista per il 6-7 Febbraio 2021. La nostra intervista al consigliere Antonio Giuntini.
In questi ultimi quattro anni abbiamo avuto modo di confrontarci su vari temi legati alla attività dei master, mi farebbe piacere se potessi ricordare le iniziative più significative che sono state prese grazie alla tua attività di Consigliere.
In linea di principio non mi piace personalizzare quello che viene fatto in Consiglio; ognuno di noi ha una delega sulla quale lavorare liberamente, ma poi è in Consiglio che si pianifica, si discute e si decide e questo accade anche per le attività Master che sono state spesso momento di attenzione per i lavori consiliari. Come ho avuto modo di dire in altre occasioni, la delega alle attività Master mi ha un po’ spiazzato all’inizio è ho dovuto prendere un po’ di tempo per capire meglio questo settore che in passato avevo vissuto gareggiando qua e là con gli amici, ma nel frattempo il mondo Master era cambiato e si era meglio organizzato. Ho avuto modo in questo periodo di confrontarmi con molti over 27 che ho trovato molto disponibili e ho cercato di portare alcune migliorie, così come su argomenti mirati c’è stata la collaborazione della Commissione Master; l’obbiettivo è sempre stato quello di dare più spessore e dignità a questo settore che ha ancora molte potenzialità inespresse.

La tua nuova candidatura al ruolo di consigliere per il prossimo quadriennio da cosa è stata principalmente motivata?
Inutile dire che per me è stata una grande soddisfazione poter dare un contributo in questo Consiglio composto da personaggi di spessore del canottaggio nostrano e con a capo l’icona del nostro sport, perciò quando mi è stato chiesto di candidarmi nuovamente ho accettato volentieri. Poi perché quattro anni possono sembrare molti, ma in realtà le tante cose da fare in consiglio rallentano alcuni passaggi e quando velocemente si avvicina il fine mandato hai la percezione di aver lasciato qualcosa per strada o, meglio ancora, di dover concludere un lavoro iniziato. Non dimentichiamo poi che la pandemia di quest’ultimo anno ha fatto si che al mandato mancasse il pezzo più importante “le Olimpiadi” che a mio avviso è il giusto coronamento di quattro anni di lavoro; ovviamente non parlo di essere fisicamente alla manifestazione poiché essendo una trasferta costosissima, la maggior parte di Consiglieri se la vedrà da casa, ma il solo sapere che hai fatto qualcosa per chi sarà là a rappresentarci sarebbe un grande soddisfazione.

In un quadriennio che sarà sicuramente condizionato dai grandi eventi, che spazio ritieni che si possa dare alla attività master?
A differenza del mandato trascorso, quello prossimo vedrà (lo speriamo vivamente) lo svolgersi delle Olimpiadi di Tokio e la preparazione per quelle di Parigi; ci sarà un bel da fare e il lavoro di squadra in questo caso sarà fondamentale, senza contare che se le cose ripartiranno nel modo giusto, l’Italia sarà sede di appuntamenti internazionali di grande importanza. Come ho sempre detto però bisogna far si che l’attività Master cammini su un binario parallelo, con un proprio calendario ad esempi e questo sarà un impegno del nuovo consiglio. Così come, se pur impegnatissimi, dovremmo conquistarci spazi per raduni mirati e campus in modo da incentivare ancor di più l’interesse e le attività.

Hai mai pensato che se l’Italia proponesse un vero campionato del mondo per i master potrebbe assumere un ruolo leader nella gestione dell’attività master?
Il problema è innanzitutto FISA che per ora non contempla un vero e proprio Campionato del Mondo Master, noi potremmo proporlo e se questa opportunità si avverasse saremmo sicuramente in grado di gestire un evento simile; penso ai COL e ai campi di gara sul nostro territorio che già ospitano grandi eventi e che sicuramente sarebbero pronti a questo. Mi piace poi pensare agli eventi master arricchiti anche da attività di contorno come turismo, gastronomia, musei e questo come organizzatori ci renderebbe imbattibili.

Ritornando a problematiche di minor livello ma comunque importanti, quali migliorie e/o cambiamenti ritieni che si debbano apportare nelle gare riservate agli over 27?
Le manifestazioni Master a mio avviso debbono camminare con gambe proprie, non possono essere semplici riempitivi in altre gare; non sarà facile raggiungere l’obbiettivo di un calendario proprio anche perché l’attività over 27 in Italia si sta propagando a macchia di leopardo con alcune regioni più avanti rispetto ad altre e quindi bisogna ben ponderare le scelte. Le trasferte sono sempre costose e rischieremmo di facilitare alcuni e disincentivare altri. Dobbiamo far si che i numeri Master aumentino, in questo modo avremmo gare “piene” e anche il tema handicap sarebbe attenuato. Un mio sogno sarebbe quello di avere la presenza Master in gare importanti con equipaggi regionali sulle nostre ammiraglie così come accade per i cadetti.

Se è vero come è vero che l’attività master ha un ruolo significativo nel sostegno economico per tutto il canottaggio, cosa pensi che si possa fare per incrementare la visibilità del nostro sport e di conseguenza farlo diventare di maggior attrattiva per gli eventuali sponsor ?
Il nostro sport a mio avviso, se pur affascinante per chi lo pratica, non permette grandi emozioni al pubblico in presenza se non nella parte finale quando ci sono arrivi ravvicinati, molto meglio seguirlo in TV. Anche per questo, ad esempio, nella gara di fondo di Pisa che ho avuto il piacere di organizzare per 10 anni, scegliemmo di posizionare un grande schermo e telecamere piazzate sul percorso; un tentativo costoso e un po’ artigianale se vogliamo, ma che suscitò molto interesse. Tutti potevano vedere le varie fasi di gara capendo meglio anche i momenti cruciali e più interessanti: la tensione alla partenza, l’emozione del sorpasso, l’attimo drammatico della fatica e così via, un modo per coinvolgere il pubblico e far capire meglio questo nostro sport e allo stesso tempo aumentare il coinvolgimento degli sponsor con passaggi a video mirati. L’altra strada da seguire sono sicuramente le gare sprint, sempre molto coinvolgenti poiché si consumano in pochi minuti e gli arrivi sono sempre molto ravvicinati. In queste gare tutta l’organizzazione ruota in piccoli spazi rispetto alle classiche distanze olimpiche e anche la visibilità dello sponsor è messa più in evidenza. In questo quadriennio il Consiglio si è impegnato molto su questi eventi e credo che questa sia una strada ancora tutta da scoprire e sulla quale mi piacerebbe lavorare. Come ho già avuto modo di esprimermi sull’argomento, la mia visione futura del canottaggio è quella di avere meno pressione sulle gare con tempistiche più diluite; mi spiego meglio: le nostre gare sono molto “affollate” con tempistiche che spesso mettono in crisi gli organizzatori, gli atleti, i tecnici, i giudici e via dicendo. Bisognerebbe, a mio avviso, avere manifestazioni meno compresse lasciando spazio anche a momenti diciamo “più leggeri” dove i campioni hanno il tempo di parlare con il giornalista di turno, ma anche di incrociare i ragazzini che iniziano l’attività, dovremmo dare spazio a eventi collaterali e così via. Tutto questo potrebbe coinvolgere un pubblico più numeroso e più attento.

I Circoli che non hanno grandi strutture se avessero un maggior sostegno nel promuovere l’attività master potrebbero contestualmente incrementare l’attività giovanile che è poi la vera linfa del mondo remiero; cosa ne pensi?
I Circoli che possono permettersi le attività rivolte ai Master ne traggono sicuramente benefici. Attenzione però, quando parlo delle attività Master intendo quelle ben organizzate e non il Master che si muove in autonomia come a volte accade. La figura del Master in una società deve essere un riferimento per i più giovani, deve trasmettere la grande forza di volontà che spinge l’atleta diciamo più “datato” a fare sacrifici, deve saper dare consigli, deve aiutare i più giovani a capire meglio il nostro sport. Deve essere un testimonial apprezzato e credibile. Un trascinatore.
Spesso al Master basta davvero poco per ritagliare il suo momento di sport, purtroppo però una Federazione ha bisogno di concentrarsi sulle attività di vertice e sulle attività giovanili ed è sempre difficile trovare risorse adeguate ad incentivare attività Master che ritengo comunque molto importanti per la vita societaria. Un contributo potrebbe però essere intercettato con una sponsorizzazione mirata così come accade con Coop e Garofalo per le nostre squadre agonistiche femminili e maschili; potrebbe essere un argomento interessante sul quale lavorare.

L’idea di una federazione autonoma, se pur collegata alla FIC, per l’indoor rowing potrebbe essere un vantaggio nello snellire la gestione delle gare?
La pandemia ha sicuramente dato un’accelerata all’indoor in generale, anche in questo caso e grazie alla prontezza del nostro Direttore Tecnico, la Federazione ha cercato di non farsi trovare impreparata e al di là della necessità di questo strumento per mantenere in discreta attività tutto il nostro mondo remiero, sono stati organizzati i primi tentativi a distanza di gare con l’invio delle prestazioni. Non è stato facile allineare tutti e i primi tentativi sono andati via via migliorando, da sottolineare che il tutto è avvenuto e sta avvenendo a costo “zero” quando ovviamente, grazie alla tecnologia, potremmo pensare a strumenti innovativi ma molto costosi; dobbiamo essere pronti alle nuove opportunità che via via si presentano e per questo a oggi non vedo la necessità di creare un nuova federazione per gestire l’indoor, anche se da quest’anno avremo nella nostra grande famiglia le Società aggregate che svolgono quasi esclusivamente questo tipo di attività e quindi occorrerà una gestione più snella in grado di garantire eventi anche a chi non rema e quindi in tutto l’arco dell’anno e non solo nel periodo invernale come il canottiere usa fare.
Ci sarà invece la necessità di allineare le nostre attività con chi fa solo indoor, parlo delle distanze, delle categorie, delle tempistiche, ma anche questo è nel programma che con il Presidente Abbagnale stiamo proponendo e anche questo sarà un bell’impegno per il nuovo Consiglio.

Paolo Caracciolo di Brienza

Fotografia tratta da Canottaggio.org