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La lettera di Andrea Messina …….

La lettera di Andrea Messina …….

Riportiamo da Canottaggiomania.com

Ricordo la prima volta che staccandomi da quel pontile ho messo la pala in acqua.

Capii subito che non sarebbe stata una semplice passione. Era una calda mattinata di metà giugno. Era il 2001.

Sono passati tredici anni e di acqua sotto i ponti ne è passata ma il ricordo di quella sensazione è ancora vivo dentro di me. Grazie al canottaggio ho avuto modo di vedere realizzati molti sogni, ho trovato una seconda famiglia, una compagna di vita e tanti amici. Grazie al canottaggio ho avuto modo di trovare sicurezza nelle mie capacità e di saper tirare fuori la grinta al momento giusto.

In quel luogo, la sede dei canottieri della Sisport Fiat, sono diventato uomo.

Con i miei “fratelli e sorelle” abbiamo passato momenti indimenticabili fatti di sorrisi, fredde domeniche mattine, litigi per i gorghi, sorrisi e abbracci alla fine delle gare. E ancora, sveglie all’alba e canti sui pulmini durante le trasferte o le faticose corse su per la collina torinese.

Insieme abbiamo avuto paura quando una coccarda nera ha coperto il rosso del nostro body.

La scomparsa di Bebo ci ha portato a riflettere in tempi brevi su ciò che sarebbe stato il presente e il futuro di molti di noi. Alla fine abbiamo scelto la cosa più ovvia, ossia, restare uniti. Da quel giorno le cose cambiarono ma il ricordo e l’affetto nei confronti di una persona così speciale restarono immutati.

Jacopo Palma, Max Prandini e Andrea Messina
Non parlo di risultati. Quelli sono sotto gli occhi di tutti. Parlo di valori, attaccamento alla maglia e di dedizione. Questi sono i sentimenti che hanno caratterizzato la nostra squadra fino ad oggi. Sentimenti che giorno dopo giorno sono stati tramandati alle nuove generazioni di canottieri e canottiere che hanno varcato la soglia della nostra palestra.

Ed è proprio a loro, ai nostri giovani, che va il mio pensiero più grande. Purtroppo hanno capito troppo presto che in questa Italia le cose belle non durano troppo, che se non cambia qualcosa ci sarà sempre qualcuno a decidere per loro e, nella maggioranza dei casi, sarà qualcuno di “invisibile” e sconosciuto. Penso anche che un giorno si renderanno conto che il mondo del canottaggio è fatto di antichi e nobili valori ma che, al giorno d’oggi, si stanno evolvendo in egoismo e menefreghismo. Dico questo perché abbiamo assistito a vere e proprie scene di sciacallaggio. Società pronte a informarsi sui costi dei materiali, su quali e quanti atleti arruolare tra le proprie file senza curarsi minimamente della parte umana che caratterizza la nostra squadra. Abbiamo assistito ad imbarazzanti silenzi istituzionali e dirigenziali.

Spero che i nostri giovani atleti un giorno possano capire che il bene esiste, anche se è e sarà sempre troppo poco.

Devo ringraziare personalmente la Soc. Can. Esperia-Torino che ha capito il dramma da noi vissuto e con grande spirito sportivo si è offerta di “adottare” e supportare tutto il team.

La Sisport Fiat Canottaggio cesserà di esistere e con essa andranno persi i tanti sacrifici fatti in questi novanta e passa anni di storia. Quello che non cesserà di esistere e che mi accompagnerà per tutto il resto della vita sarà la riconoscenza verso tutte quelle splendide persone che hanno reso quest’avventura semplicemente incredibile.

Per concludere voglio ringraziare Max, nostro ultimo condottiero. Silenzioso, a volte troppo per essere capito del tutto, ma generoso e sempre pronto a dare l’esempio. Grazie Amico mio. Un grazie a Paco, a Jacopo, a tutto lo staff tecnico, ai tanti ragazzi e ragazze che mi hanno reso orgoglioso di far parte di questo gruppo. Grazie ai genitori, ai miei e a quegli degli altri, per aver capito l’importanza del vedere i propri figli sacrificarsi e concentrarsi per il raggiungimento di un obiettivo.

La Sisport Fiat Canottaggio cessa la sua attività agonistica.

A noi tutti resta il compito di non dimenticare chi siamo e di che colore è il sangue che ci scorre nelle vene.

Ci vediamo sul fiume.

Con eterna gratitudine e affetto.

Andrea

Pubblico la lettera che ho letto su Canottaggiomania a firma di Andrea Messina che , se non sbaglio , compie quest’anno 27 anni ed entra nella grande famiglia dei senior/master e quindi è giusto che Amoremare si allinei alla sensibilità di Marco Callai dando voce ad un giovanissimo master al quale posso solo augurare che conservi il suo attaccamento al mondo pulito del remo e continui a raccogliere tutto il bene che un canottaggio che conservi inalterati i suoi valori possa dare.
Paolo Caracciolo di Brienza