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IV Campionato Italiano Master

IV Campionato Italiano Master

Si è conclusa la quarta edizione del Campionato Italiano Master a San Miniato che ha rappresentato l’ultimo impegno in barca olimpica sul territorio italiano dei master e quindi è l’occasione per fare il punto della situazione  sul campionato e per fare alcune considerazioni che riguardano l’attività master dell’anno agonistico 2014.

Iniziamo ad analizzare la prova del campionato italiano e nei prossimi giorni affronteremo il discorso più ampio anche per dare la possibilità a tutti di partecipare con le proprie idee e considerazioni .

A tal riguardo ricordiamo a chi vuole essere presente su questo sito che deve inviare il suo intervento all’indirizzo mail   ingcaracciolo@alice.it .

Le considerazioni sul Campionato.

Esprimo le mie valutazioni sia nella veste di chi segue e cerca di far crescere il mondo master e sia nella veste di partecipante alla manifestazione.

Nei mesi scorsi sulle pagine di questo sito ho avuto modo di pubblicare le preoccupazioni di molti sulla possibilità di svolgere un campionato a San Miniato che nel febbraio scorso aveva visto il verificarsi di un evento meteorologico a dir poco catastrofico.

Il primo ad avere grosse perplessità  è stato il sottoscritto e quando sono arrivato a San Miniato ed ho incontrato Enzo Ademollo non potuto fare altro che dirgli “hai fatto un miracolo”  . Credo che il viso dell’amico Enzo denotasse in pieno la stanchezza per l’enorme sforzo sostenuto.

Il miracolo di Ademollo, per la qual cosa fra cent’anni si parlerà di una canonizzazione nel mondo del canottaggio, è consistito nel riportare il campo di regata e l’area circostante quasi al cento per cento di come era prima dell’alluvione.

Nessuno però aveva chiesto a santo ENZO di compiere il miracolo di far diventare il bacino di Roffia un campo di regata adatto ad  un campionato Italiano e quindi Ademollo è riuscito nell’impresa , credetemi non facile, di far fare comunque le gare ma con tanti limiti.

Detto con sincerità un sentito grazie ad Enzo Ademollo, non posso che porre alcune domande alle quali vorrei delle risposte da coloro che sono competenti nel merito e mi auguro che non sia una speranza vana visto che la Presidenza della Federazione non ha ritenuto opportuno rispondere ad una lettera  inviatagli dal sottoscritto che spera però che sia stato un banale incidente di percorso.

1) chi decide che un campo di regata è regolare ? ed a quali norme si deve attenere ?

2) un campionato italiano  può essere svolto in un campo dove dopo la linea di arrivo c’è uno specchio d’acqua di scarsi quaranta metri e dove il riscaldamento può essere effettuato solo parallelamente al campo di regata perchè alle spalle della linea di partenza non c’è alcun spazio sufficiente?

3) un campionato italiano può essere ospitato in un campo con solo tre spighe ? ( sulla logistica erano riportate 4 spighe )

4)  art. 18) del bando di regata

 ASSISTENZA
L’assistenza e soccorso sanitario, in acqua e a terra, è garantito dall’inizio dell’accredito e terminerà mezz’ora dopo l’ultima regata. Venerdì dopo l’accredito c’era ?

5) l’assistenza in acqua da chi era garantita? ( sembra che ci fossero solo due imbarcazioni a motore )

6)per  un campionato italiano un solo pontile di sbarco ed uno solo di imbarco ( la conferma è data dai cartelli ) sono sufficienti ?

Mi sia consentita un’ultima domanda non specificatamente tecnica :

Se gli organi competenti  avessero ufficialmente detto a tutti i master che il partecipare al campionato sarebbe stato un piccolo grande aiuto ad una società che aveva subito una letterale “batosta” per la calamità naturale verificatasi e che quindi sarebbe stato bello  chiudere un occhio sui limiti del bacino di Roffia , forse si sarebbe risparmiato un corale disappunto di coloro che si aspettavano tutt’altro basandosi sulle trionfalistiche affermazioni lette sugli organi di stampa ?

A domani per le valutazioni sulle regate.

Paolo Caracciolo di Brienza