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Indietro tutta…

Indietro tutta…

Questo video (qui in basso) mette in mostra una disattenzione, non certo lieve, dell’allineatore.
Non avrei dato peso a questo episodio se non avessi assistito il giorno prima, stando in barca ad aspettare per ben 50 minuti, alle problematiche sorte per allineare i canottieri alle prime armi.
Non mi piace commentare in negativo l’operato di altri ma mi è sembrata eccessiva l’ostinazione a voler allineare dei bambini in una situazione di vento a favore e di traverso.
Probabilmente alcuni di questi ragazzini appenderanno i remi al chiodo perché avviliti dalle urla di chi pretendeva un allineamento non alla loro portata.
Questo episodio legato alla possibile influenza sulla crescita remiera e non solo dei più giovani, mi spinge a fare una altra considerazione.
Parlo della gratificazione che da’ la medaglia conquistata, anche se non del metallo più pregiato.
Parlo dello stimolo ad impegnarsi sempre di più per sperare di raggiungere il gradino più alto del podio.
Orbene se un ragazzino ha potuto mettere al collo la medaglia d’argento dopo aver lasciato alle spalle altri sei suoi coetanei, quando incontra un suo pari età con la medaglia dello stesso metallo ma conquistata perché arrivato secondo in una gara di soli due equipaggi, che cosa può provare? Che valore darà alla sua medaglia?
Forse è giunto il momento di ritornare alle medaglie di partecipazione, costano pochissimo, e premiare con l’argento se si è almeno in tre e con il bronzo se si è almeno in quattro.
È ovvio che tale ragionamento vale per tutte le categorie, dal cadetto al senior, master compresi.

Paolo Caracciolo di Brienza