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I numeri di Bled

I numeri di Bled

Cosa ci dice l’immagine di questo articolo ?

Per prima cosa che la World Regatta di Bled è stata un successo per la partecipazione.

Un successo per la partecipazione che, se non sbaglio, ha battuto tutti i record ; ma non solo, un successo nella gestione dentro e fuori il campo di regata, nessun problema negli imbarchi e negli sbarchi , comodissimo l’uso dello shuttle, ottima la sorveglianza , spogliatoi senza nessuna fila alle docce.

Due piccoli nei , il primo la non possibilità di provare le barche probabilmente giustificata dal fatto che le  gare si sono svolte quasi per dodici ore al giorno e comunque parzialmente compensata dalla possibilità di scendere in acqua un’ora prima della partenza. Il secondo la qualità molto scadente dei servizi igienici, non nel numero ma nella qualità e tecnologia dell’impiantistica.

L’immagine di copertina non ci parla solo del successo di affluenza dei rowers ma , se viene analizzata con un poco di attenzione, mette in evidenza che il mondo master italiano è ancora molto molto lontano dal poter essere considerato una realtà consolidata.

Sembra incredibile che la manifestazione più importante per i master e che si svolge a meno di cento chilometri dai nostri confini faccia registrare solo 235 canottieri italiani a fronte degli 852 inglesi e degli 800 tedeschi.

Ancora più incredibile la presenza italiana se confrontata con quella americana ed australiana;  l’America con 61 canottieri in più dell’Italia  e l’Australia con solo 38 presenze in meno.

Vogliamo analizzare i perchè di questa modestissima partecipazione ?

Partiamo dalla novità inserita nelle gare di Bled e cioè l’istituzione di un trofeo per il Club che avesse ottenuto il maggior punteggio scaturente dai risultati delle gare.

Questo particolare che  tale non è , secondo me, ci mette in evidenza che all’estero i Club hanno interesse all’attività master cosa che in Italia non esiste nel modo più assoluto per una concausa di fattori, il principale da collocare in una Federazione che  formalmente ha sempre dichiarato che i master sono una realtà importante ma dopo sette Campionati Italiani non riesce o meglio non vuole  trovare la formula per riconoscere un “qualcosa” ai sodalizi che hanno atleti over 27 e che partecipano a manifestazioni nazionali. Da non trascurare neppure la falsa immagine che sul fronte opposto si dà della attività master con continui proclami di campioni del mondo quando si può parlare solo di vincitori di gare combattute con avversari forti o molto forti. Si parla di medaglie d’argento e di bronzo per secondi e terzi posti ma in nessuna World regatta si è vista una premiazione con il podio.

Proprio questo sentirsi chiamare impropriamente campione del mondo ha forse frenato la possibilità di pensare di costruire un vero campionato del mondo master che laurei veri campioni del mondo per categoria e per tipo di barca.

E se Amoremare cominciasse a lanciare un sassolino nel lago Dirigenza FISA ?

Paolo Caracciolo di Brienza