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Gli handicap introdotti per la prima volta nel 2012……

Gli handicap introdotti per la prima volta nel 2012……

Sono passati ben sette anni dal  Campionato Italiano Master , manifestazione dove, per la prima volta sono stati applicati gli handicap.

Mi sembra logico e forse anche divertente ripercorrere la lunga strada che ha portato alla norma degli handicap.

Vi ricordate i dibattiti sul così detto “medaglificio  ” ?

così venne definita dall’ing. Vincenzo Capuano master dell’Ilva Bagnoli la corsa alla medaglia, coronamento degli sforzi di molti master che ,controllando il numero degli iscritti ad una gara, laddove gli equipaggi erano solo due esclamavano : “la medaglia d’argento è assicurata !!!!  ”   A tale affermazione altri master dotati di un sottile spirito critico ribadivano che quella possibile medaglia d’argento avrebbe  premiato semplicemente una sconfitta !!!

Lentamente cominciò a farsi strada il concetto che una medaglia doveva premiare un risultato e quindi, se si assegnava quella di bronzo, per darle valore ci sarebbero dovuti essere almeno quattro concorrenti. Il riscontrare, però, almeno quattro concorrenti in tutte le categorie ed in tutte le specialità non era assolutamente possibile e quindi per rispettare il criterio di almeno quattro concorrenti per gara diventò necessario trovare un metodo per accorpare due o più categorie differenti e farle gareggiare ad armi pari. Nacquero così gli handicap.

Il calcolo dei primi handicap fu fatto facendo riferimento ai risultati della World Regatta master di Poznan.

Fino ad oggi non è mai stata fatta un aggiornamento dei valori degli handicap sebbene l’art. 3 dell’appendice 1 del regolamento reciti testualmente “Le regate accorpate si svolgeranno secondo la seguente tabella, aggiornata annualmente in base ai dati statistici derivati dalla disputa della FISA World Master Regatta …..”.

L’opportunità di questo aggiornamento è stata subito ritenuta corretta dal Consigliere Giuntini e, per quanto mi consta, ritengo che il lavoro di questo aggiornamento sia in dirittura di arrivo.

A tal riguardo vorrei evidenziare la problematica posta alla base degli handicap e cioè quella di fare disputare le gare con almeno quattro concorrenti.

Teniamo presente che oggi con meno di quattro iscritti non si assegna il titolo Italiano.

Si è evidenziato però, con il crescere del numero dei partecipanti  e quindi con gare formate sempre più spesso da almeno quattro atleti della stessa categoria , che l’accorpare altri atleti di categorie diverse in una gara già completa di quattro concorrenti , può ledere il diritto di competere tra atleti della stessa categoria , laddove la presenza di atleti di categoria superiore ma con un solo anno di anzianità in più potrebbe favorire questi ultimi assegnando loro un handicap.

Quale potrebbe essere la soluzione ?

Le categorie con quattro atleti iscritti fanno classifica da sole e relativa assegnazione di medaglia d’oro, d’argento e di bronzo.

Gli handicap rimarrebbero necessariamente validi nel caso di accorpamento tra loro  di categorie formate da concorrenti di numero inferiore a quattro.

Nella impossibilità di accorpamento con handicap , per non penalizzare lo spettacolo con troppe corsie vuote, si potrebbe far disputare la gara facendo correre contemporaneamente la categoria formata da quattro atleti della stessa categoria con gli atleti dell’altra categoria però assegnando a questi ultimi la medaglia solo al primo ed al secondo in presenza di tre o solo al primo se si è solo in due.

Nella eventualità che ci sia l’iscrizione di un solo concorrente in una categoria non accorpabile con gli handicap, gli verrebbe data la possibilità di gareggiare rinunciando al proprio handicap  accorpandolo ad un gruppo di quattro di una stessa categoria.

I vantaggi di questa ipotetica soluzione sono quelli di salvare la “dignità” della medaglia e non penalizzare , come si è detto prima, i quattro concorrenti della stessa categoria e contemporaneamente non penalizzare due o tre atleti che, pur godendo del loro handicap ipoteticamente non sufficiente a compensare una possibile  differenza di nove anni , avrebbero difficoltà ad aspirare a conquistare un titolo.

Questa soluzione d’altronde, in considerazione del fatto che la categoria master è oramai equiparata alle altre, rispecchierebbe  quanto è previsto in tutte le altre gare con la sola differenza della cosiddetta “dignità” della medaglia e non  è cosa di poco conto !!!!

Paolo Caracciolo di Brienza

 

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