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Ciao Peppe

Ciao Peppe

Sono le venti di ieri di mercoledì 10 febbraio, mi chiama al telefono Alfredo Bollati e mi da una notizia che mi fa raggelare : Peppe D’Amico è morto.

Vorrei aver capito male ma purtroppo non è così , non ho più un amico con il quale chiacchierare del nostro canottaggio master, non vedrò più sui campi di regata un canottiere sempre pieno di entusiasmo , l’ associazione A.M.I.C.I. non ha più un socio che è stato sempre in prima fila nel portare avanti le iniziative dei master.

Amoremare ed io personalmente voglio ricordare Peppe riportando integralmente una sua intervista di quattro anni fa che da un’immagine molto chiara del suo entusiasmo e del suo amore per il canottaggio master e diciamo pure per la vita che sarebbe dovuta essere molto ma molto  più generosa con lui .

Ciao Peppe

L’ intervista :

Il 1° Campionato Italiano Master, promosso quest’anno dal Consiglio Federale, è ormai alle porte. Lo ospiterà Piediluco tra poco più di due mesi  (25-26 giugno). Due settimane fa,  una corposa spedizione italiana ha partecipato allaVeteran’s Head of the River, regata internazionale londinese che annualmente si svolge su un percorso di sette chilometri compreso tra i ponti Chiswick e Putney. Una bella tappa d’avvicinamento, per molti l’occasione di vivere per la prima volta l’atmosfera del canottaggio internazionale Master dove, secondo Giuseppe d’Amico (Aniene), contano principalmente le tre F. Friend, Fitness e Fun.

Lo spirito Master pervade l’Italia del remo. Si, perché 21 otto italiani su 210 rappresentano il termometro della situazione attuale.  Un movimento in crescita esponenziale, il magico passaparola vola di bocca in bocca e i numeri aumentano. La chiave di lettura, in questa chiacchierata, ce la fornisce proprio D’Amico.“Quando entri a far parte dei canottieri Master è come entrare in un altro mondo e se lo fai tramite un Circolo blasonato godi anche le atmosfere che la storica tradizione ti offre – spiega –  E’ soprattutto uno sport nobile che ti aiuta nella vita: per la disciplina, la concentrazione e soprattutto la tenacia”. 

Datemi una barca e vi solleverò il mondo.
“Dobbiamo essere una cosa sola, noi Master, in barca! In poche parole i nostri allenatori devono poter amalgamare noi Esordienti con altri che invece lo hanno fatto da giovani e semmai con qualche grande campione. La barca cammina con determinazione e per gioco. Quando poi prendi un impegno per una gara allora è ancora più bello. Sfidi poi la pazienza delle mogli che vorrebbero a casa presto il maritino e, invece, ti alleni per essere pronto in gara. Allora solo in quel giorno assapori il gusto di essere stato in grado di dare tutto quello che individualmente sai”.

Remare è anche musica, una sinfonia da condividere con i primi attori del remo.
“Scendo dalla barca, nessun rimpianto. Sono sicuro che tutti insieme, con orgoglio, hanno suonato nella stessa orchestra ed hanno dato tutto. Noi, al Circolo Canottieri Aniene, siamo dei privilegiati consapevoli. Il Circolo ci mette a disposizione Gaetano Iannuzzi, mitico timoniere mondiale ed allenatore di 3° categoria che vive con noi questa bella storia di amicizia ed impegno e ci permette di divertirci. Abbiamo continui rapporti con gli allenatori della prima squadra e da loro cerchiamo di acquisire mitiche informazioni tecniche sicuri di poterle trasferire a bordo: Giovanni Suarez grande ex atleta Olimpico, Riccardo Dezi responsabile della voga di punta in nazionale, Matteo Giuffrida allenatore dei giovani e poi  grandi campioni dei nostri equipaggi che ci guardano con simpatia. Primo fra tutti Raffaello Leonardo che e’ sempre pronto a condividere la nostra passione perché sa che noi non molliamo. I fratelli Mornati si differenziano tra loro. Carlo non è mai soddisfatto fino in fondo e Niccolò se la ride a crepapelle”.

Campioni, arrembaggi e segreti da carpire. Vedi Salerno.
“Nel 2010, ai Campionati del Mare, c’è stato un vero arrembaggio dei nostri Senior che avrebbero voluto fare la gara con noi. Solo la medaglia olimpica di Atene Lorenzo Porzio, per regolamento, ha potuto partecipare ed è stato un vero piacere per tutti. Dario Dentale, abbandonata la carriera agonistica ed impegnato a praticare l’attività forense, fa ormai parte del nostro gruppo e si può finalmente godere il canottaggio tra gli scherzi e le battute che sono il vero carburante del nostro gruppo. Intanto noi rubiamo altri segreti di questo sport”. Master, una passione per il canottaggio senza fine. A distanza di un mese e mezzo e con l’avvicinarsi del 1° Campionato Italiano Master (25-26 giugno), riprendiamo la chiacchierata con Giuseppe D’Amico, esperto vogatore dell’Aniene.

Altre istruzioni importanti per il corretto uso della propria dedizione. “L’attività comporta anche l’inserimento continuo di soci canottieri che talvolta hanno dei tentennamenti per la partecipazione alle gare”. L’effetto trascinamento è una formula vincente. “E’ il piacere vero di poter condividere la nostra passione, le nostre tradizioni di socialità. Tra noi c’e’ anche chi, come  Mario Crispo, si e’ diplomato allenatore e con ironia cerca di trascinarci verso l’illusione di saper far camminare le barche, consapevole che qualcuno alla fine ce la farà”.

Tornando alle trasferte internazionali, D’Amico precisa: “Sono anche  fonte di interesse turistico e culturale, sono diventate realtà nel nostro circolo grazie a quella banda di mattacchioni canottieri capitanati da Roberto Baldinetti e Paolo Lombardi con la complicità di tanti altri. Alla fine degli anni Novanta, alla ricerca di nuove mete, trascinarono gli equipaggi nelle mitiche acque di Londra e, soprattutto, Boston Mass. Siamo stati anche incoraggiati dal dualismo con i cugini della Canottieri Tevere Remo con sfide annuali infinite. Adesso abbiamo in mente di tastare le acque californiane, valida alternativa alla East Coast. Non possiamo dimenticare lo stimolo di Massimo Romiti: se fosse per lui faremmo gare tutti i week end, giorno e notte”.

A D’Amico piace provare una forte sensazione di libertà, gliela regala il canottaggio.“Nella vita faccio l’armatore, sono stato Ufficiale di Marina ed ho navigato. C’e’ un tempo per tutto, adesso è il tempo di vivere a pieno la propria vita. Ho 57 anni e tra 10 ne avrò 67. Sarà un’altra storia. Ho sempre fatto sport, vengo dal nuoto e negli anni di massimo impegno nel lavoro correvo quasi tutti i giorni per mancanza di tempo. Adesso l’ora di pranzo è dedicata agli amici soci dell’ Aniene attraverso la pratica del canottaggio. In altre parole lo sport alla nostra età è un mezzo per stare insieme in allegria, per sostenersi nelle avversità quotidiane e resettare l’umore”.

E in barca? “Sarei un pari ma vogo anche a sinistra, mi piace la ‘sala macchine’ nell’otto:  faccio due senza e quattro e il magico singolo, come vuole Carlo Mornati che ha avuto un importante parte nel mio percorso. Ringrazierò sempre lui e Lello Leonardo”.  

Come si vince la tensione della partenza? “Con l’orgoglio dell’appartenenza, devi guardare il tuo body, dove c’e’ lo stemma sociale, e in quel momento rappresenti il tuo Circolo. Capisci tutto. Il segreto in gara non lo dico a nessuno perché è segreto di circolo: è una cosa magica che ti fa spingere sempre ogni colpo fino alla fine, semmai aumentando  nell’ultimo tratto ed è allora che gli altri mollano”.

Riflessioni finali. “Per noi master è basilare conoscere le nostre caratteristiche fisiologiche personali per “giocare” entro i limiti cardiaci di ognuno. Mai fuori soglia. Questo non te lo dice nessuno ma mi piacerebbe organizzare un’incontro specialistico sul tema. In un paese tra i più anziani al mondo, lo sport per i Master è importante e tutte le Federazioni deve diventare un settore trainante. In chiusura, mi piacerebbe rivolgere un caro saluto a tutti i canottieri d’Italia, specialmente a Guido Sesani presidente della mitica Querini di Venezia che ci ha rifocillati a Londra dopo la doccia. Forza ragazzi, dopo ogni colpo le cosce devono bruciare”.