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Mai più ritardati mentali

L’immagine che ci piace è quella che riportiamo al margine di questo articolo. Esprime concentrazione nel gesto sportivo, gioia nella esecuzione, unità di intenti e soprattutto una profonda e completa uguaglianza. La comunicazione mediale ci inonda di scene riprovevoli, ma non ci abituerà mai a rinunciare all’essenza vera dello sport che è confronto tra simili. La diversità è frutto di una cultura umana che vuole la sopraffazione con la finalità di realizzare il desiderio di onnipotenza presente in ogni individuo che non si riconosce nella comunità umana.
Chi è il ritardato mentale? E’ in primo luogo il frutto di una concezione della vita fatta di divisione tra buoni e cattivi, tra bravi e scarsi, tra primi ed ultimi. E’ una concezione contraria al valore dell’esistenza intesa come scoperta, come dignitosa ricerca di se stessi, come possibilità di amare e riconoscere nell’altro un proprio simile. Chi è il diverso? E’ il bello della vita con le sue potenzialità infinite, con le sue stupende differenze. L’omologazione è invece figlia della fine di ogni progresso.
“Facciamo di un episodio tanto brutto una occasione per dare più forza al nostro messaggio e voce ai nostri Atleti” ci suggerisce Alessandra Palazzotti di Special Olympics. E noi di Canottaggio Magazine accogliamo questo invito con la forza dirompente degli sportivi che amano confrontarsi sui campi di regata come nella vita, uniti nella certezza che il canottaggio sia effettivamente per tutti. Rispondiamo alla stupidità deprimente con la proposta di un percorso insieme, riscoprendo il senso profondo di essere sulla stessa barca per raggiungere la finalità della realizzazione piena dell’individuo.
“Solo una cultura diversa può combattere questa violenza sui più deboli: quelli che ci fanno sentire forti perché non si possono difendere”, ci scrive Angelo Moratti Presidente di Special Olympics Italia. E noi non ci sottraiamo a questo dovere di cronaca perché animati dallo spirito olimpico che unisce gli uomini sotto l’etica della fratellanza sportiva. “Fate in modo che chi compie questi gesti si senta lui il disuguale. Colui che non può vivere nel mondo moderno dove la disabilità è rispettata e aiutata” continua lo stesso Presidente rimarcando con forza che ritardato è colui che è cieco della vita.
Pino Lattanzi