La Community del Canottaggio Master e non solo

Lo spunto per una intervista…..

Giunge in redazione la lettera di Paolo Caprioli che pubblico integralmente qui di seguito ed accelera il concretizzare di una idea che avevo da tempo.
In effetti aspettavo che si chiudessero le candidature alla presidenza della FIC, per intervistare i candidati alla presidenza in merito al settore master.
La lettera di Paolo mi spinge quindi a contattare sia Abbagnale che Gandola per chiedere loro la disponibilità a rispondere ad alcune domande relative al mondo master.
Le domande che verranno rivolte saranno le stesse per entrambi i candidati e, nella speranza che vi sia l’adesione di tutti e due, saranno pubblicate contemporaneamente su Amoremare.
L’editore

La lettera di Paolo Caprioli

Buongiorno a tutti
Il canottaggio nazionale è in grande fermento per il rinnovo del consiglio federale e le campagne elettorali procedono ormai a pieno ritmo con la presentazione delle squadre e dei programmi sulle gestioni future nelle quali credo mi piacerebbe vedere inserito e con la corretta collocazione anche il mondo master.

I master come tutti sapete sono una categoria di atleti che per regolamento partono dai 27 anni in su e vengono suddivisi secondo un criterio stabilito da FISA in categorie di età identificate con lettere crescenti. Nei master troviamo ex atleti, nuovi atleti tardivi, ovvero persone che si sono avvicinate al canottaggio in età avanzata o semplici amatori spesso genitori delle nuove leve remiere che per passione trasmessa si innamorano di questo bellissimo sport.
Il movimento mondiale ha numeri impressionanti, basta osservare le iscrizioni ai mondiali master, una sorta di raduno annuale, dove 3500 e più atleti da tutto il mondo si sfidano su 4 giorni di gare appassionanti, per capire quali potenzialità questo movimento possa avere.
In Italia il mondo master è ancora in una sorta di fase embrionale, vittima forse di antichi e poco lungimiranti pregiudizi, i master vengono spesso visti all’interno delle società come dei sottrattori di risorse e non come delle opportunità per il sostentamento e la crescita del movimento. Relatività culturale? Forse si.
Fatto sta che piano piano, con sforzi ingenti, tanta passione e finalmente un’apertura da parte della Federazione la categoria ha iniziato un cammino verso una vera e propria identità e realtà che personalmente spero si possa presto tradurre in una omogenea e proficua integrazione all’interno del canottaggio parlato e soprattutto remato.
Nelle classiche è ormai consolidata la presenza della categoria, è stato istituito il Campionato Italiano Master e si è cominciata la sperimentazione di una classifica dedicata.
Poco? Tanto? Questo ha poca importanza, l’elemento chiave è che qualcosa è stato fatto e soprattutto ci siano delle volontà solide e concrete nel proseguire questo cammino in futuro.
Molto si è fatto ma molto rimane ancora da fare, abbiamo un calendario iperdimensionato con sovrapposizione di eventi, abbiamo dei bandi equivoci e contradditori e regole da perfezionare ma soprattutto abbiamo l’esigenza di integrare una risorsa come i master nella vita delle società e nell’evoluzione del canottaggio in generale.
A Settembre 2013 ospiteremo inoltre a Varese i mondiali master saremo quindi i gestori del più importante evento mondiale di categoria.

Ci apprestiamo a vivere un nuovo quadriennio gestionale, sarebbe bello pensare che questi temi non saranno dimenticati e che siano invece parte integrante delle volontà di chi sarà il nuovo conduttore

Invito e speranza

Buona giornata
Paolo