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La mia trasferta a Mondello di Cristina Calò

Da mesi avevo adocchiato questa trasferta. Sicilia, Palermo, Mondello. Sole, mare, colori accesi, delizie alimentari di ogni tipo. E poi il campionato del mare. Remare in un mare azzurro e cristallino, impossibile resistere. E infatti già a maggio avevo fatto il biglietto, coinvolgendo la mia compagna di doppio Simonetta Campo. Obiettivo: fare al meglio il doppio canoe e l’8 jole con le signore del Promonopoli.
Partiamo da Roma all’alba. Aereo a Fiumicino alle 7, tutto perfetto. Alle 9 del mattino siamo già sul lungomare di Mondello. Ad aspettarci un sole caldo e profumi di brioche e pesce appena pescato. Parliamo con i pescatori che stavano sistemando le reti. Le previsioni si conoscevano da giorni. Il grecale era in agguato, pronto, di li a poco, a muovere oltremodo quel mare turchese che sarebbe dovuto essere il campo di regata. Alcuni equipaggi erano già in acqua a deliziarsi di quel mare e di quel paesaggio verde e riposante che lo contiene. Dopo una bella colazione seduti al bar in piazza il caldo ci invoglia a tuffarci. Che bagno! Difficile credere che quello specchio d’acqua piatto ed accogliente si trasformerà in un mare tempestoso e grigio solo poche ore dopo. Eppure è proprio quello che accade, i pescatori lo avevano detto: “Domani che gara pensate di fare? Non avete idea di cosa succede qua quando entra il grecale!”.
La mattina del sabato ci svegliamo sotto la pioggia. Arriviamo allo stupendo Club Canottieri Roggero di Lauria. La giuria decide senza dubbio alcuno di annullare le gare previste per il sabato e spera di poterle recuperare. Addirittura c’è chi va a fare un sopralluogo a Piana degli Albanesi per vedere se spostare li il campo di gara, ma la pioggia rende impraticabile l’accesso. Nulla da fare. Gara sfumata. Il dispiacere dei partecipanti è tangibile e la polemica anche. Ci si chiede perché si continuano ad organizzare i Campionati del Mare in periodi dell’anno in cui il rischio che vengano compromessi è alto? E perché non si prevede una location alternativa, specie se si può contare su previsioni meteo molto affidabili ormai?
Non voglio entrare nella polemica, certo è che disputare una gara in un mare turchese, con quello scenario sarebbe stato un sogno. Ma che a metà ottobre fosse probabile trovare queste condizioni meteo andava anche considerato per tempo. Questi Campionati del Mare spesso sfumano, e questo è un dato di fatto.
Rimane il desiderio di tornare per remare in quel contesto unico, magari a giugno però!

Cristina Calò