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Intervista a Michela Daniele dopo Sabaudia

1) Quale è la tua valutazione sulla presenza dei master a Sabaudia che hanno superato in numero i ragazzi + junior + master ?

R)
Per me che “vivo” quotidianamente la realtà dei master in quanto, un pò per scelta e un pò per sfida, ho deciso di allenare quasi esclusivamente atleti over 27, è stata veramente una bella soddisfazione. A Sabaudia ero presente sia in qualità di allenatrice che in qualità di atleta e vi garantisco che aver partecipato ad una gara insieme (ed in questo caso sottolineo INSIEME e non contro) ad altre 64 donne, è stata per me una grande emozione. Nei miei anni da atleta under 27 ho sempre sperato, insieme alle mie amiche di remo, di poter fare un campionato italiano sull’otto ma, come sapete, non si è mai riusciti ad inserire nel programma dei campionati italiani senior la specialità dell’otto femminile. Ogni anno la solita richiesta all’allenatore: < ed ogni anno la stessa affettuosa risposta: <....... aiuto il singolo no però!!!!!!!!!!!!
Ecco, chi l’avrebbe mai detto che bastava aspettare 15 anni per poter finalmente vedere in acqua 8 otto femminili e, per giunta, tutti abbastanza competitivi?!?
Per esperienza personale vi dico che la vita da “giovane” atleta non è facile, non è da tutti riuscire a conciliare studio, allenamento ed amici, però anche quella da master non è affatto una passeggiata, anzi!!!! Solo una grande passione, una grande grinta e forse anche un pò di sana follia consentono ad un adulto di trovare, tra figli, amici, lavoro, marito/moglie, riunioni scolastiche e di condominio, lo spazio e la voglia di scendere in acqua ad allenarsi anziché “sbragarsi” sulla poltrona per un’oretta di meritato riposo. A questo punto mi auguro che quello che abbiamo visto a Sabaudia sia solo l’inizio di un movimento master sempre più massiccio e non un “caso fortunato” di vecchietti che non avevano nulla di meglio da fare in quel fine settimana. Se i numeri dovessero continuare ad essere questi sarà sicuramente più facile avanzare richieste ed ottenere risposte. In qualità di master non possiamo solo avere l’onere di pagare 14 euro di iscrizione e tutte le trasferte di tasca nostra, forse qualche attenzione in più ce la meritiamo.

2) Anche nel campionato del mare si sono verificate finali con un solo concorrente per categoria e quindi sono state assegnate medaglie d’oro ad un unico partecipante.
Ritieni che sarebbe opportuno adottare la stessa formula del campionato italiano in barca olimpica?

R)
Ahi ahi ahi, annosa questione degli handicap. Sicuramente a questa domanda tutti i master A e B risponderebbero in modo diametralmente opposto a quello che potrebbero dire i master delle categorie successive. Personalmente, essendo ancora master B e per giunta non allenata, il solo pensiero di dover partire a 10, 15 ed anche 20 secondi di distanza da barche più “anziane” mi fa venire mal di schiena e tanta tanta ansia da prestazione. E’ proprio così riprovevole dare la medaglietta a tutti?????? A parte gli scherzi, se vogliamo fare le cose seriamente e valorizzare ancora di più tutto il lavoro e l’impegno profuso, vada per gli handicap adottati nel campionato italiano, però credo che sia indispensabile non accorpare più di due categorie, a prescindere da quanti equipaggi sono presenti in batteria. Io sono dell’idea che se vogliamo tenere alta la categoria dei master e garantire anche un pò di spettacolo ai pochi che vengono a vedere il canottaggio master, non possiamo spingere gli allenatori a scegliere gli equipaggi in base all’età e non possiamo costringere i nostri atleti a remare fino a 80 anni solo per poter vincere una gara.

3) In molti bandi di regata viene riportato l’elenco delle gare senza specificare se lo si deve intendere ordine di partenza o meno, a Sabaudia se fosse stato rispettato la progressione dell’elenco delle gare , moltissimi master non avrebbero potuto effettuare la seconda gara ed anche il poter utilizzare la stessa barca per più equipaggi sarebbe stato impossibile.
Quale criterio si dovrebbe adottare per evitare di correre ai rimedi all’ultimo momento ?

R)
Il problema dell’ordine di partenza c’è sempre stato e non riguarda solo i master. Ogni qual volta si decida di fare doppia gara, fino all’ultimo non si sa se ci riesce o meno. Per i circoli, come noi ad esempio, che non dispongono di un gran numero di imbarcazioni è anche molto difficile riuscire a conciliare gare maschili e femminili. E’ per me ormai faticosa consuetudine, la sera prima della gara, passare ore al telefono con gli allenatori di tutta Italia per chiedere in prestito questa o quella barca. A tal proposito colgo l’occasione per ringraziare dell’enorme gentilezza e disponibilità Daniele Barone ( Promonopoli ), se non fosse stato per lui non sarei riuscita a far gareggiare il mio otto femminile. Immaginate voi cosa sarebbe successo se alle nove di sera avessi detto a sette “FEMMINE” (l’ottava ero io) che l’indomani potevano starsene a casa perchè non avevamo più a disposizione la barca????? Aiuto!!!!
Sicuramente avere già nel bando l’ordine ufficiale delle gare renderebbe tutto più facile ed eviterebbe le brutte sorprese dell’ultimo minuto. Ci si potrebbe organizzare con largo anticipo e decidere fin da subito quali equipaggi portare e non portare.

4) Non solo Il Tiber ma anche il Ravalico ha solo equipaggi master , che considerazioni fai sulla opportunità che le gare dei master diano punteggio alle società ?

R)
A questa domanda credo di aver risposto, anche se in modo indiretto, all’inizio. Non riesco prorio a capire perchè non sia così. Non si può fare ancora finta che i master non esistano. Io ho un circolo di SOLI master che parlano, ridono, piangono, rompono le scatole, sudano, vincono e perdono; li sento, li vedo e li alleno tutti i giorni ma dal punto di vista della classifica il mio è un circolo di fantasmi, perchè?