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I benefici del canottaggio

In attesa che la rubrica medicina e canottaggio abbia una collocazione indipendente sul sito, ho li piacere di pubblicare l’intervista di Cristina Calò alla dottoressa Patrizia Borboni , atleta della Lazio ed endocrinologa del Fatebenefratelli di Roma.
Ringrazio Cristina per il costante impegno che dà ad Amoremare e la dott.ssa Borboni per la sua disponibilità.
Ecco cosa ci dice Patrizia Borboni:

Il canottaggio è uno sport che richiede un elevato consumo energetico e pertanto un grande impegno fisico.
Spesso classificato come sport aerobico, è piuttosto uno sport aerobico/anaerobico massivo: si stima che in una gara di canottaggio, il 20-25% dell’energia derivi dal metabolismo anaerobico. E’ quindi importante allenare l’organismo alla capacità di tollerare la produzione di acido lattico e alla sua rapida rimozione dal tessuto muscolare.
Tuttavia il ruolo del metabolismo aerobico nel canottaggio è predominante e quindi è fondamentale che l’allenamento sia indirizzato a sviluppare ed ottimizzare il sistema di trasporto dell’ossigeno.
Gli organi coinvolti sono il sistema respiratorio, che accumula ossigeno per fornirlo al sistema cardiocircolatorio; il sistema cardiocircolatorio, a sua volta, provvede alla distribuzione dell’ossigeno al tessuto muscolare, che ne è l’utilizzatore finale. Il sistema respiratorio mette a disposizione dell’organismo molto più ossigeno di quello che effettivamente può essere trasportato, pertanto l’allenamento deve riguardare principalmente il cuore.
Nel canottaggio il sistema cardiocircolatorio viene sollecitato ad aumentare la gittata cardiaca e la capacità contrattile; anche la circolazione periferica diviene più efficiente attraverso un aumento dei capillari che irrorano le fibre muscolari.
Questo adattamento permette un maggior apporto di ossigeno e quindi un miglioramento dell’attività muscolare non solo in termini di produzione di energia ma anche in termini di capacità metabolica. In particolare il metabolismo che viene principalmente sollecitato è quello dei carboidrati, attraverso il quale si ottiene una elevata quantità di ATP (Adenosintrifosfatao), principale substrato del metabolismo energetico.
Non va trascurato l’apporto di proteine per lo sviluppo delle masse muscolari. Se si considera che il consumo di ossigeno e quindi la produzione di energia è direttamente proporzionale alla massa muscolare si comprende come gli atleti con maggior massa muscolare siano più avvantaggiati. Infine, la potenza deve essere associata ad una buona elasticità muscolare, raggiungibile con specifici esercizi ergometrici.
Queste considerazioni suggeriscono che, per coloro che svolgono il canottaggio in modo amatoriale, è necessaria una alimentazione che assicuri un adeguato apporto di carboidrati, in particolare prima dell’allenamento per garantire le scorte di glicogeno (forma di deposito dei carboidrati) al fine di ritardare la fatica muscolare; le proteine sono necessarie per il mantenimento del buon trofismo muscolare (1gr/kg/die); l’apporto di liquidi e l’integrazione di sali minerali, in particolare del Magnesio, è altrettanto fondamentale, soprattutto nella stagione estiva.
Il canottaggio è uno sport che può essere praticato a tutte le età, limitando la componente anaerobica nell’attività amatoriale degli adulti. I benefici del canottaggio riguardano diversi aspetti della salute:
Migliora le capacità relazionali dell’individuo e il controllo emozionale essendo uno sport in cui è importante l’affiatamento con l’equipaggio.
Il miglioramento del trofismo muscolare associato all’ottimizzazione del consumo energetico e ad uno stile di vita più corretto rispetto alle scelte alimentari conduce ad un miglioramento dell’aspetto fisico e pertanto ad un importante risultato di gratificazione utile per il conseguimento di una maggiore autostima.
Si può quindi concludere che il canottaggio assicura un miglioramento della qualità della vita insieme ad una minore morbilità rispetto alle patologie metaboliche e cardiovascolari.