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Francesco Somma dopo i World masters games a Candia

Dopo le gare dei World Masters Games che si sono svolti a Candia ho scelto d’intervistare il mio capovoga in doppio agli ultimi campionati italiani master: Francesco Somma.
La scelta è caduta sul mio amico Ciccio per più di un motivo, forse il principale riguarda proprio la storia sportiva di questo canottiere, non capita a tutti infatti ,dopo essere stato un canottiere di valore internazionale da giovane, ritornare a remare dopo quaranta anni e subito primeggiare nella propria categoria di appartenenza.
Non credo che sia un caso quanto è avvenuto ma dimostra che una vera passione non ti abbandona mai e se alla passione si unisce un ottima condizione fisica , i risultati e le soddisfazioni tornano anche quando alle premiazioni ci si presenta con un bel nipotino a fianco.
Ciccio ha conservato ottimi rapporti con le Fiamme Gialle , dove ha gareggiato da giovane e così in un incontro nel 2012 con il Generale Gola ,già Presidente del Consiglio Internazionale dello sport Militare ed oggi Presidente Onorario, è venuto a conoscenza della manifestazione che si sarebbe tenuta in Italia nel 2013 e comunemente definita Olimpiade dei Masters.
Probabilmente un appuntamento mancato in gioventù con un avvenimento chiamato Olimpiade , ha fatto scattare la molla nella testa e nel cuore di Somma e lui me ne ha dato conferma.
L’allenamento è stato intenso per tutto il 2012 ed per i primi sei mesi di questo anno fino ai campionati Italiani Master dove la medaglia d’ oro in singolo è stata persa per centesimi di secondi complice anche una piccola deviazione e purtroppo la cosa si ripetuta anche alla finale di Candia dove, in testa fino ai quattrocento metri, l’aver toccato una boa ha fatto perdere quei preziosissimi decimi di secondo che l’anno privato della vittoria.
L’aver gareggiato ai Campionati Italiani è stato un altro motivo che mi ha spinto ad intervistarlo in quanto era la persona adatta a verificare se ci fossero stati cambiamenti sul campo di regata.
Ciccio non nasconde la sua delusione sulla manifestazione anche se qualcosa era stata modificata , come l’installazione di due pontili nuovi e di una torre di arrivo realizzata in legno nel rispetto dell’ambiente. Mi conferma che la mancanza dei supporti per le barche riscontrata a fine giugno è rimasta tale anche ai primi di agosto, la tribuna per gli spettatori è rimasta una pia illusione forse motivata dal fatto che gli spettatori ai campionati italiani erano solo gli addetti ai lavori e così pure alla manifestazione internazionale da poco conclusa.
I motivi principali della delusione secondo quanto mi ha riferito Francesco Somma erano da trovare in una organizzazione molto carente sia sul campo di gara , lunedì non è stato consentito di effettuare l’allenamento , ha dovuto aspettare in barca più di un ‘ora per collocarsi sulla linea di partenza e sopratutto l’arrivare sul campo di gara e venire a sapere che l’accredito si faceva a Torino a cinquanta chilometri di distanza non è stato piacevole.
Sembra che uno dei motivi di differimento degli orari sia stato dovuto anche alla possibilità data ad alcuni canottieri di iscriversi nonostante la chiusura delle iscrizioni al 30 giugno.
Credo che le valutazioni fatte da chi è sceso in barca nei più importanti campi di regata debbano essere ritenute valide e quindi la bocciatura data da Somma per il campo di Candia deve essere presa in considerazione soprattutto se si deve svolgere una competizione di valore internazionale.
Alla domanda ultima quale fosse stata la cosa più bella di tutta la trasferta piemontese, Ciccio ha dato la risposta che forse giustifica tutto lo sforzo e l’impegno che serve ,nonostante gli anni, per partecipare ancora a gare di alto livello :
“ ho incontrato qualcuno, e ci sia riconosciuti, dopo cinquantuno anni cioè dal 1962 anno in cui avevamo partecipato a Macon al primo pentagonale giovanile “