La Community del Canottaggio Master e non solo

Di Patrizi a 360 gradi

Panoramica con Fabrizio Di Patrizi, presidente della Canottieri Piediluco, sugli argomenti di maggiore attualità.

Cominciamo con il Campionato Italiano Master. A che punto è l’organizzazione?
“Siamo ad un bivio, è sorto un problema. Il campo di regata a Piediluco sarà smontato a fine aprile, ripristinarlo in estate soltanto per il Campionato Italiano Master comporterebbe oneri economici notevoli. Stiamo vagliando, pertanto, un’altra ipotesi: i comitati Fic Lazio e Toscana hanno chiesto la disponibilità di Piediluco per una serie di regate a settembre, per ammortizzare i costi si potrebbe inserire il Campionato Italiano Master in quel periodo. Una decisione definitiva sarà presa entro il mese di aprile”.

Giuseppe Abbagnale, in un’intervista rilasciata ad Amoremare, sostiene che manca un progetto organico che garantisca una maggiore visibilità al canottaggio. Cosa ne pensi?
“Ha perfettamente ragione. Non si può pretendere che la propaganda del canottaggio sia affidata prevalentemente alle società. Ma sono critico anche nei confronti della Rai, che è un servizio pubblico: anche se il canottaggio, rispetto ad altri sport, attira l’interesse degli sponsor in maniera minore, merita comunque un’attenzione che attualmente non c’è. Non fosse altro perché sul piano dei risultati è tra le discipline che regala le maggiori soddisfazioni alla nostra nazione”.

Cresce in Italia l’interesse nei confronti del Coastal Rowing. Qual è la tua opinione su questa disciplina?
“Il crescente interesse non mi meraviglia, il Coastal Rowing dà la possibilità a tutti di praticare il canottaggio, anche a coloro che non hanno particolari doti tecniche e una preparazione specifica alle spalle. Il Coastal Rowing, inoltre, ha grande valenza sul piano turistico e propagandistico: come suggerisce il nome, si pratica sulle coste, e in quanto a bellezze costiere l’Italia non teme confronti. Ecco perché l’ipotesi dell’istituzione di un Campionato Italiano a tappe di Coastal Rowing mi trova particolarmente favorevole”.

Giuseppe De Natale, dirigente dell’Ilva Bagnoli, propone di cambiare la formula del Campionato Italiano di Gran Fondo…
Sono d’accordo. Troppe gare al nord, le società delle regioni meridionali sono notevolmente penalizzate. Si potrebbe cambiare, se non proprio la formula, almeno il calendario prevedendo più gare nell’Italia centrale, dove la disponibilità di campi di regata non manca.

A proposito dell’Italia centrale, qual è attualmente la situazione del canottaggio umbro?
“Non vedo grandissimi progressi, ma nemmeno indicazioni negative. I livelli quantitativi e qualitativi sono stazionari”.

Non sono troppo poche due società per una regione come l’Umbria?
“Certo che sono poche, e per giunta sono entrambe della provincia di Terni. Tra l’altro qui da noi, non lo dimentichiamo, non c’è soltanto Piediluco: la presenza del lago Trasimeno dovrebbe favorire ben altro tipo di diffusione. Torniamo, purtroppo, al discorso di prima: queste sono le conseguenze della scarsa visibilità del canottaggio, che si può combattere soltanto con una massiccia attività di propaganda”.
Gianluca Leo