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Così parlò Giuseppe Abbagnale

Giuseppe Abbagnale non manca mai alle regate regionali al Lago Patria. Anche perché in acqua ci sono i suoi ragazzi. La prima domanda è: quando vedremo un nuovo Abbagnale tra i grandi protagonisti del canottaggio nazionale? Ecco la risposta: “Lasciamoli crescere in santa pace, già si portano dietro il fardello di un nome ingombrante, meglio non caricarli di ulteriori responsabilità”.
Anno olimpico, Pechino ci aspetta. Tutti si chiedono cosa potranno fare gli equipaggi italiani ai Giochi, Giuseppe Abbagnale è molto prudente nei pronostici: “E’ un azzardo fare previsioni, soprattutto per chi come me segue gli azzurri soltanto da appassionato. Mi auguro che abbiano lavorato bene, il lavoro paga sempre, questa è l’unica cosa che posso dire. In questo momento, invece, sono meno fiducioso per quanto riguarda il fronte politico-dirigenziale: non vedo una forte coesione in ambito federale, tutto il quadrienno è stato caratterizzato da spaccature all’interno del Consiglio Federale, grossi screzi che certo non fanno bene al nostro canottaggio”.
Un canottaggio che nella grande domenica delle “regionali” ha mandato in acqua circa 3500 atleti. Giuseppe Abbagnale fa il punto della situazione. “A livello giovanile la situazione è buona, c’è una base agonistica soddisfacente. I problemi cominciano dagli junior in poi: i numeri decrescono, anche sul piano qualitativo la situazione tende a peggiorare. Perché? Sicuramente influisce l’aspetto economico, non sono molte le società che possono permettersi una squadra agonistica a certi livelli. Soluzioni? Iniziative che favoriscano un certo flusso d’introiti. Per il momento mancano, ma fortunatamente siamo ancora assistiti dai risultati. Se poi mancano pure quelli…”.
Il canottaggio, purtroppo, non è tra gli sport che godono di maggiore visibilità. Tutt’altro. Della stessa opinione è Giuseppe Abbagnale: “Sono pochissime le manifestazioni che vanno in diretta televisiva, nella maggior parte dei casi ci dobbiamo accontentare di differite in tarda serata. Bisogna lavorare di più sul piano dell’immagine, inutile andare avanti con interventi a pioggia. Ci vuole un progetto organico che rilanci il canottaggio sotto l’aspetto mediatico”.
Torniamo al Lago Patria e ai suoi protagonisti. Tra i campani c’è qualche giovane talento che merita di essere segnalato? Ecco la risposta di Abbagnale: “Su tutti direi Calamaro della Canottieri Napoli, un ragazzo davvero interessante”.
Gianluca Leo