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Bravissima Antonella…….

Bravissima Antonella per quello che hai fatto a Poznan e nell’occasione ti chiedo scusa per aver detto che nel doppio misto non avevi ottenuto il miglior tempo in assoluto, ma sai qualche volta i vecchi ingegneri davanti a tanti numeri si confondono e invece di dire che il tuo era miglior tempo in assoluto per un solo centesimo, ho detto che era il secondo miglior tempo.
Evidentemente avevo sottovalutato il 50% maschile della barca !!!!
Colgo invece l’occasione per pubblicare la chiacchierata con Cristina Calò.

Antonella Corazza: 5 medaglie d’oro agli ultimi mondiali di Poznan (Polonia)
Che grinta, che passione, che donna! Una vera fuoriclasse! Non solo ha disputato ben cinque gare agli ultimi mondiali di Poznan ma le ha anche TUTTE VINTE!
1. Medaglia d’oro nel singolo
2. Medaglia d’oro nel 4X femminile (misto con altre nazioni)
3. Medaglia d’oro nel 8+ femminile (misto con altre nazioni)
4. Medaglia d’oro nel 2X femminile (misto con altre nazioni)
5. Medaglia d’oro nel 2X misto con il fratello Fabrizio
Antonella, che rema per la Canottieri Corgeno, è ben nota nell’ambiente sportivo. Già da ragazza e come senior si è distinta in molte occasioni con grandi risultati. E nonostante siano anni che è sulla cresta dell’onda ancora non si è stancata e, anzi, ha grinta da vendere anche quando, più o meno polemica, fa notare che sarebbe stato bello avere a Poznam il supporto della Federazione Italiana Canottaggio che invece è stata completamente assente….. e qui, volendo, possiamo aprire la discussione.

Ma adesso ecco come Antonella ha vissuto la sua entusiasmante esperienza.
“Siamo partiti da Malpensa in cinque, Loris Gonti, il nonno del gruppo, Davide Trugli, il cucciolo del gruppo, io unica donna, Ruggiero Sutera, il nostro atleta-autista e mio fratello silenzioso e audace. Arrivati a Varsavia abbiamo noleggiato un’auto per Poznan. Dovevamo essere al più presto sul campo perché avevo io la prima gara della giornata. Il primo terzo del percorso è stato un po’ movimentato, su strade normali a due corsie con un gran traffico di mezzi, ma il nostro Ruggiero, con la sua sportivissima guida, ci ha portati a destinazione. Le previsioni davano cielo coperto e molto vento, temperature autunnali e possibili piogge. Così è stato. Sul campo si respirava una calma e una concentrazione palpabili. Gli atleti si aggiravano coperti da indumenti colorati di diverse nazioni. Il grigio del cielo e il vento non spaventano coloro determinati ad ottenere un risultato personale. Le prime barche uscivano in acqua, sui pontili erano presenti volontari che aiutavano nelle uscite e nel rientro le imbarcazioni, giovani ragazzi disponibili e sorridenti. Non mancavano i fotografi e gli allenatori, i giudici per il controllo cartellino e gli amici o parenti per incoraggiare la prestazione. Tutto come da manuale, ma in un’atmosfera più rilassante.
Ti guardi in giro e vedi sorrisi, occhi incuriositi che cercano di ricordarsi dove ti hanno visto, l’umile atleta che ancora con la medaglia al collo aiuta il compagno/a a rientrare o uscire per un’altra gara. Atleti con sguardi fieri, con capelli bianchi o con folte chiome corvine. Queste gare portano tutti allo stesso livello. Scompare l’età, scompare la nazionalità, scompare la classe sociale, siamo tutti allo stesso livello con la stessa passione e con lo stesso desiderio: remare per il piacere si farlo.
Voglio rimarcare che per questo mondiale, ho gareggiato su 5 diverse specialità e solo due erano per l’Italia o meglio la mia società, la Corgeno. Ho fatto un 4x categoria C con due danesi ed una tedesca, l’otto categoria C con 4 danesi e il timoniere due tedesche e una francese se non ricordo male, un doppio categoria B con una tedesca; gare tutte vinte. Questo gruppo è l’INTERNATIONAL MASTER TEAM, diretto da una settantenne tedesca, una donna straordinaria che dopo ogni gara di carattere internazionale, seleziona le atlete con i migliori risultati e le contatta per competere per il TEAM. Sono organizzatissimi, hanno barche e magliette per gareggiare tutto in ordine, una grande capacità di mettere insieme atlete in grado di fare ottime gare con ottimi risultati.
Questo ovviamente ci riporta invece al nostro inesistente TEAM. A Poznan vi erano tante società: Cerro, Aniene, Varese, Promonopoli, Corgeno e altre ancora che non ricordo. Ci siamo trovati sul campo sorpresi di vederci e organizzati ciascuno per conto proprio, tranne che per il trasporto barche, che per noi del nord Italia, è stato con la Varese. Abbiamo gareggiato mischiandoci solo fra due società ma perché tra amici si erano accordati in precedenza.
Ci aiutavamo a vicenda a risalire o scendere per le gare, ci siamo tifati, filmati e fotografati e complimentati tutto tra di noi. Dopo i primi risultati abbiamo cominciato a sentire la mancanza di un’attenzione un po’ meno personale, nessuna notizia dall’Italia, i nostri amici consorti o parenti chiedevano a noi i risultati perché dall’Italia non si sapeva nulla. Tutto questo non fa piacere soprattutto dopo l’articolo di presentazione con foto del giornale locale. Abbiamo gareggiato con il body dell’Italia, ma per una scelta personale perché alla fine l’iscrizione era societaria con un referente societario.
I Master sono sempre stati per la Federazione atleti scomodi, con pretese pubblicitarie e attenzioni personali. Ma quello che chiedono i master è semplicemente un po’ di riconoscimento, soprattutto adesso che i risultati stanno venendo e interessano anche altre nazioni.
Parlare di canottaggio è parlare anche di noi, che il canottaggio lo facciamo per pura passione e che con la determinazione di un giovane atleta, ci alleniamo e soffriamo per migliorarci. Guardate il Rugby ha investito sulla pubblicità per una nazionale che se non arriva ultima è penultima, ma si parla di loro, allora 9 o 12 o 13 medaglie d’oro ad un mondiale master anche se svolto su serie e non con le eliminatorie? È comunque un risultato e che risultato! I numeri lo dimostrano: 700 gare svolte per un totale ci circa 2000 atleti. Tutte persone fantastiche, con una storia difficile che annegano nelle acque di una corsia, per una competizione che riunisce diverse nazioni, diverse età, diverse esperienze. Fantastico, unico. Lascio alla riflessione una soluzione al problema MASTER.
Grazie.”

Il grazie finale lo ha scritto lei! Ma grazie a te ANTONELLA!!!