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Bacino Remiero a Roma: il punto della situazione

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In attesa che si dissolvano le nubi sulla celeberrima Città dello Sport di Tor Vergata, una nuova chicca sembra profilarsi all’orizzonte dell’impiantistica capitolina. Un progetto d’alta avanguardia ingegneristica applicata allo sport quello presentato dal presidente del comitato laziale della Federcanottaggio, l’ingegner Marcello Scifoni, ai margini della riunione con Matt Smith, Direttore esecutivo della Federazione internazionale di canottaggio. Non è mancato il placet dei vertici federali – con l’avallo del Presidente Renato Nicetto – all’ipotesi della costruzione di un bacino remiero alle porte della Capitale, nella zona della Marcigliana, Roma Nord, proprio a ridosso del Tevere. Un vero e proprio villaggio incastonato nel crocevia delleprincipali arterie stradali, dall’Autosole al Grande Raccordo, a pochi chilometri dalla linea ferroviaria e, acorollario di collegamenti davvero ideali, anche ilconforto logistico di ben tre scali aeroportuali. Un impianto dalla sostanza avveniristica, che proietterebbe Roma sulla scia delle Capitali che hanno da poco ospitato le rassegne olimpiche, da Sidney ad Atene.
Proprio i cinque cerchi sono stati la molla che ha dato il là allo studio di fattibilità. Poi, una volta sfumato il sogno olimpico (su scala 2016; non del tutto flebile la speranza di ripiegare sul 2020), il progetto è andato avanti con le sue gambe, in attesa, ma non ci sarebbero particolari problemi in tal senso, che un investitore si faccia carico del tutto e realizzi l’intera struttura. A far di questo spicchio di Roma l’habitat naturale di un campo di regata è lo sbarramento provocato dalla diga di Castel Giubileo, che ripara quel tratto di Tevere dalle correnti e ne fa l’ambiente ideale per allenarsi (“quasi fosse un lago”, a detta dello stesso Scifoni).
Il progetto prevede un piano di autofinanziamento che potrebbe essere ammortizzato in soli cinque anni, con la parallela costruzione di una struttura ricettiva. L’idea è quella di dar vita ad un villaggio sportivo utilizzabile sette giorni su sette, dando vita ad un impianto in grado di autofinanziarsi quotidianamente con una serie di realizzazioni anche di tipo commerciale. Tra le attuali incognite l’esigenza di apportare una modifica al Piano Regolatore Generale, che destina la zona al solo agricolo. Nessun impedimento idrogeologico al progetto, in un’area che è completamente pianeggiante e priva di venti. Di circa 40milioni la prima stima delle spese, per quella che si trasformerebbe in breve in un’invidiabile Cittadella dello Sport, incastonata proprio alle porte della Città Eterna.
L’obiettivo sono i Campionati del Mondo del 2013, nella certezza che se alle speranze farà seguito il progetto attuativo, quello della Marcigliana potrà davvero diventare il centro nevralgico di un canottaggio che guarda al nuovo millennio senza mai disperdere le tradizioni del suo fiorente passato.
Daniel Lestini
Ufficio Stampa Comitato regionale Lazio

Bacino remiero Roma