La Community del Canottaggio Master e non solo
Antonio Prezioso, nuovo Presidente della Commissione Atleti FIC

Antonio Prezioso, nuovo Presidente della Commissione Atleti FIC

Riportiamo l’intervista pubblicata su Canottaggiomania ad Antonio Prezioso, nuovo Presidente della Commissione Atleti FIC.
E’ interessante leggere quanto riguarda i master .
L’intervista:
“Fresco di elezione a Presidente, il barese Antonio Prezioso, e CanottaggioMania chiacchiera a lungo con lui per conoscerne il pensiero in merito al ruolo della Commissione Atleti. Un ruolo importante nella vita federale, considerate tutte le competenze elencate nel Regolamento stilato nel 2009. Prezioso, già Consigliere quota Atleti nel quadriennio 2005-2008, ringrazia per la fiducia tutti i componenti della Commissione e si dice “sorpreso dai numerosi auguri che mi sono giunti, anche perché penso che la maggior parte dei tesserati alla FIC non sa che questa Commissione esiste dal 2009 e quali siano le sue competenze”. La prima convocazione, infatti, arriva a quasi un anno di distanza dall’Assemblea di Pisa. “Questo ritardo e disinteresse mi ha sorpreso poiché, avendo letto l’elenco delle competenze e notato la loro notevole importanza, non capivo come un tale strumento fosse sottovalutato dalla stessa Federazione e dagli atleti. E’ stato grazie all’intervento dei consiglieri quota Atleti, Sara Bertolasi e Lorenzo Bertini, da me sollecitati e per questo li ringrazio, che gli uffici si sono subito attivati e finalmente siamo stati convocati”.

Antonio, quali sono a tuo avviso le priorità della categoria Atleti e, di conseguenza, quali saranno i primi atti della Commissione che da martedì 29 ottobre presiedi?
“E’ fondamentale, per un atleta, la tutela della sua salute. La salute di un atleta deve essere un patrimonio tutelato sia dallo stesso atleta sia, soprattutto, da chi lo segue (allenatore, preparatore, dirigente, medico, fisioterapista, ecc.). Per questo proporrò alla Commissione la redazione di un questionario da far compilare, in forma rigorosamente anonima, agli atleti di interesse nazionale, in occasione dei raduni o delle gare nazionali. Il questionario dovrà contenere domande tipo: quanto è importante per te la tua salute? Saresti disposto a rischiare la tua salute pur di raggiungere i risultati? Sei a conoscenza dei rischi del doping? Saresti disposto a far uso di doping pur di raggiungere i risultati? Ti senti tutelato dalla Federazione nella prevenzione di gravi infortuni? Reputi lo staff medico e sanitario della Federazione all’altezza? Sei stato mai costretto a forzare anche in presenza di infortuni già in essere? Un’altra priorità è il rispetto dei diritti degli atleti. Oltre al diritto alla salute penso che sia importante per l’atleta essere sicuro di essere giudicato sempre con parametri oggettivi ed equi. Penso che nel questionario potrebbe aggiungersi anche questa domanda: cosa ne pensi dei criteri selettivi?“.

Anche CanottaggioMania, un suggerimento, te lo ha dato. Qual è, allora, il tuo pensiero in merito al post-carriera degli atleti di alto livello?
“Proprio in merito a questo argomento, il 25 novembre, è prevista a Roma l’Assemblea plenaria della Commissione Nazionale Atleti in cui è prevista la presentazione di questi progetti: Adecco Italia – progetto: “Athlete Career Programme”; Associazione Nazionale Atleti Azzurri d’Italia – progetto: “Giovani Azzurri”. Vi terrò informati sui destinatari dei progetti e sulle modalità di realizzazione. Bisogna far conoscere alle aziende le peculiarità del canottaggio e degli atleti che lo praticano e soprattutto che gli atleti che hanno raggiunto alti livelli hanno i loro punti di forza nell’abnegazione al lavoro, alla costanza e al lavoro di equipe. Non capisco perché nei paesi anglosassoni l’aver praticato canottaggio fa curriculum e in Italia no“.

Che tipo di collaborazione intendi instaurare con l’Asnac, di cui, tra l’altro, sei Consigliere in quota Master?
“Con l’Asnac, lavoreremo in totale sinergia, anche perché io, Sara Bertolasi, Lucilla Aglioti e Pierpaolo Frattini siamo nel Consiglio Direttivo dell’Asnac oltre che componenti, insieme a Lorenzo Bertini e Raffaello Leonardo, della Commissione Federale Atleti. Per quanto riguarda l’attività Master sarà mia premura intraprendere l’iniziativa al fine di chiedere di equiparare la categoria Master a tutte le altre categorie di atleti della Federazione, dando loro sia il punteggio per la classifica Montù che il diritto al voto per l’elezione dei delegati all’Assemblea Nazionale. Ricordo inoltre che nel programma del Presidente Abbagnale e del consiglio eletto era prioritaria la condivisione degli obiettivi da raggiungere coinvolgendo tutte le componenti del mondo remiero costantemente durante il quadriennio, pertanto anch’io mi rapporterò costantemente con i consiglieri Bertolasi e Bertini, rappresentanti degli atleti in consiglio”.

E con un Consiglio Federale composto, tra ex ed in attività, da cinque Atleti di altissimo livello?
“Certamente i dirigenti da te citati ne sanno più di me di sport praticato ad alto livello, visto che io sono stato un discreto atleta di livello nazionale ma non ho mai partecipato a competizioni a livello mondiale e olimpico. Spesso, però, una volta appeso il remo al chiodo e passati dalla parte della dirigenza ci si scorda dei problemi che si avevano durante l’attività agonistica. Sarà mio compito ricordarglieli e far loro presente le problematica che gli atleti mi sottoporranno”.

Rolland: un giovane di cui si dice un gran bene
Il nuovo Presidente della FISA sarà il francese Rolland, campione olimpico e sempre vicino agli Atleti. Cosa credi possa cambiare per la categoria con il suo nuovo corso?
“Sono convinto che ci sarà più attenzione per le esigenze degli atleti e per la tutela della loro salute. Penso che potremmo paragonare la sua nomina a quella di Michel Platini nel caso diventi Presidente della FIFA”.

Cosa ne pensi, sempre a proposito naturalmente degli Atleti, di un’ipotesi di doppio tesseramento, argomento dell’ultimo Consiglio Federale? Per esempio, 50% del punteggio alla Società civile presso cui l’atleta dichiara di allenarsi ed esser ospitato mentre è a casa ed altro 50% al Gruppo Statale presso cui si è arruolato?
“Personalmente sono favorevole all’ipotesi del doppio tesseramento e alla possibilità di attribuire il punteggio anche alla società di appartenenza prima dell’arruolamento. Questa modalità già esisteva quando la leva era obbligatoria, assegnando per il primo anno di militare il punteggio ad entrambe le società. Penso, però, che questo sia più una richiesta che dovrebbe partire dalle società che dagli atleti”.

Pensi sarà possibile, come Commissione Atleti FIC, attuare interazioni con le Commissioni Atleti delle altre Federazioni ed in che modo?
“Certo che sarà possibile, anche perché le esigenze degli atleti di vertice sono simili e prescindono dallo sport praticato. Le modalità di collaborazione le valuteremo nel prossimo futuro e al fine di acquisire conoscenze sarà importante per me partecipare all’incontro con gli altri Presidenti del 25 novembre”.

Devis Licciardi
Doping. Se ti fosse capitato un caso stile Devis Licciardi, per non citare Alex Schwazer, come Presidente della Commissione cosa avresti fatto?
“E’ un argomento difficile da trattare. Personalmente chi fa uso di doping non ha scusanti o attenuanti ed è da sanzionare severamente. Chi si dopa per raggiungere il risultato danneggia in primo luogo se stesso, visto le conseguenze che ha sulla salute l’uso del doping, poi è di cattivo esempio per i giovani perché una sanzione lieve potrebbero invogliare i giovani a “rischiare”, tanto potrebbero pensare se mi beccano rischio poco ma se la faccio franca posso vincere e guadagnare fama e gloria. Per quanto riguarda i due atleti:

Devis Licciardi lo punirei con il massimo della pena prevista e senza attenuanti visto la mancanza di rispetto che ha avuto per l’antidoping e il tentativo di frodarlo con l’utilizzo del pene finto. La sua spiegazione poi non è credibile e sembra un po’ l’arrampicarsi sugli specchi.

Alex Schwazer, anche per lui massimo della pena e nessun attenuante, visto che era anche un testimonial di un prodotto molto consumato dai giovani.

Entrambi, poi, facevano parte di gruppi militari, pertanto rappresentavano l’Italia e lo Stato Italiano permetteva loro di praticare sport ad alto livello. Infine punirei anche chi sta intorno a loro, perché non credo nel modo più assoluto che chi si dopa a quel livello possa farlo da solo. Spesso si punisce solo l’atleta e chi lo ha aiutato e a volte costretto la fa franca”. ”

Tutti gli Atleti interessati a contattare Antonio Prezioso lo possono fare scrivendo ad antonioprezioso70@gmail.com o telefonandogli a l 335.496357.