La Community del Canottaggio Master Italiano

Dibattito sul Campionato Italiano Master

Diamo il via ad una serie d’interviste sulla decisione della Federcanottaggio d’istituire un Campionato Italiano Master. Cominciano con Davide Tizzano, presidente della Federcanottaggio campana.

LETTERA DI PAOLO CAPRIOLI A PINO LATTANZI (e risposta)

dal sito www.canottaggiomagazine.it
di Paolo Caprioli

Caro Pino,
leggo con assiduità i tuoi articoli e ti faccio i complimenti. Come sai da tempo mi diverto a fianco di Stefano Ottazzi, Paolo Caracciolo e della rappresentativa master nel cercare di evolvere e rendere sempre più piacevole il movimento. Sono l’ideatore delle tabelle handicap alle quali tu spesso fai riferimento nate a dire il vero anni fa senza uno scopo ben definito ma giusto come un tentativo matematico di equiparare atleti di differente età. Con lo stesso spirito ho trovato anche una formula che permette di convertire i watt al tempo sui 500 mt e viceversa sul remo ergometro e altre analisi con risultati più o meno interessanti. L’applicazione dell’handicap ha secondo me dato un risultato estremamente positivo, finalmente si sono viste gare vere con arrivi sul filo di lana e si sono cancellate le penose sfilate di una o due imbarcazioni magari distaccate di centinaia di metri l’una dall’altra.
Non ti nascondo che su queste tabelle sono giunti tantissimi elogi ma sono anche piovute critiche furibonde, da qualcuno ho persino ricevuto insulti e questo la dice lunga su quanto sia delicato il tema e quali risvolti pericolosi si celino dietro il mondo master. E’ bene precisare che le tabelle sono frutto di un analisi matematica costruita su medie, impossibile invece determinare e schematizzare il livello di allenamento del singolo che è poi a qualsiasi età quello che più di tutto fa la differenza. Dico questo per ricordare che purtroppo tra noi ci sono persone che tristemente pretendono di ottenere oggi i successi che gli sono sfuggiti negli anni buoni; è bene non dimenticare mai che cosa vuol dire essere master… L’aver ottenuto il riconoscimento di “campionato Italiano” è dal mio punto di vista un successo enorme che di sicuro va nella stessa direzione di tutti i nostri intenti ma è anche un pericolo per coloro che hanno una visione distorta dell’attività master, dobbiamo ora cercare di costruire un modello che dia la migliore interpretazione di tutti questi intenti e di sicuro non sarà cosa facile. In quest’ottica forti delle esperienze del Tricolore 2010 stiamo preparando un bando per l’edizione 2011 con alcune migliorie:

*Tabella handicap con leggere modifiche derivate dall’ampliamento dei dati di base
* Limitazione del frazionamento delle partenze
* Separazione delle corsie in funzione delle categorie
* Barchini di partenza (????)
* La trasformazione in Campionato Italiano pone qualche dilemma ulteriore tipo: misti?
* Assegnazione del titolo anche a unico partecipante (antitesi con handicap)
* Partecipazione di atleti di interesse nazionale.

Per questo visto che lo statuto non lo esclude penso si possa aggiungere un INVITO a tutti coloro che hanno vestito la maglia azzurra nei 12-24 mesi antecedenti ad esimersi dal partecipare. Si insomma, abbiamo il nostro bel da fare ma sono sicuro che il risultato sarà esaltante. Spendo anche una parola sul campionato di fondo, come avete visto si è creato il trofeo Amoremare attribuito secondo una tabella ad Handicap. Qui forse si sono notate maggiormente le differenze di questa interpretazione nell’essere master, ci sono equipaggi datati che si allenano con e come i senior e equipaggi che partecipano per fare una piacevole passeggiata. Ovviamente gli handicap non possono stravolgere i risultati ma ci possono comunque dare un riequilibrio dei partecipanti in funzione dell’età. Siamo in fase sperimentale ma ci si può lavorare. In conclusione credo debbasempre essere chiaro in noi il concetto di relatività e altrettanto il convincimento che non si può cambiare il mondo in un giorno, ci vuole pazienza e perseveranza ma prima o poi come lo sport insegna i risultati si ottengono.
Paolo Caprioli

Carissimo Paolo,
non c’è solo il ringraziamento per l’assiduità con cui leggi CM, c’è soprattutto la condivisione delle tue proposte in questa breve risposta. Personalmente condivido la linea intrapresa e le tue scelte coraggiose ed innovative. Ritengo che possano realmente sviluppare il movimento master. Da qualche anno sono divenuto un “edonista del canottaggio”: mi alleno abbastanza spesso per il semplice piacere di vogare, ma ti confesso che il tuo lavoro mi sta facendo venire voglia di riprendere a regatare. Apprezzo, poi, la passione, il tuo rigore scientifico e l’intento di perfezionare sempre il lavoro. In merito alle critiche permettimi di essere solidale, consapevole del fatto che ascoltare è sempre importante anche se la forma “dei suggerimenti” può essere opinabile. Grazie e…a presto. Pino Lattanzi

***

INTERVISTA CON TIZZANO

Davide, è un giorno importante per la categoria Master…
Sì, non c’è dubbio, ma questo giorno poteva anche arrivare prima. Più volte, in passato, ho chiesto al Consiglio Federale di istituire il Campionato Italiano Master, ma senza successo. Evidentemente, per un motivo o per un altro, i tempi adesso sono diventati maturi.

Senior che gareggiano nella categoria Master, argomento sempre d’attualità. Caprioli propone: “Può gareggiare nella categoria Master soltanto chi ha smesso di indossare la canottiera azzurra da 24 mesi”. Tu cosa ne pensi.
Sono favorevole alla proposta di Caprioli, anzi la trovo fin troppo “morbida”. Secondo me chi gareggia nella categoria senior non può partecipare alle gare Master. E’ giunto il momento di fare una netta distinzione.

La categoria Master continua ad essere esclusa dalle classifiche a punti nazionali…
Sinceramente non capisco perché. I punti alle società li danno anche i giovani, perché i Master no? Credo sia giunto il momento che la Federazione dia questo riconoscimento alla categoria, sarebbe importantissimo sotto molti aspetti: incentiverebbe la partecipazione dei Master alle gare, con evidenti benefici per tutto il movimento del canottaggio, e spingerebbe le società, che non ce l’hanno, ad aprire la sezione Master. E anche qui i benefici sarebbero notevoli: i Master portano denaro.

Sul piano dei risultati, i Master della Campania sono indietro rispetto ad altre regioni. Perché?
Perché si allenano poco. I tempi sono cambiati, se vuoi ottenere risultati nella categoria Master non puoi allenarti soltanto nel fine settimana, devi farlo con maggiore continuità.
Mario Corcione

***

L’OPINIONE DI PINO LATTANZI

DAL SITO CANOTTAGGIO MAGAZINE

E adesso quale sarà la prossima tappa? Il Consiglio Federale ha parlato chiaro: entro due mesi il responsabile nazionale Stefano Ottazzi dovrà sottoporre allo stesso Consiglio una proposta di regolamento prodotta dai master. Discutere la formula e l’organizzazione della manifestazione, indicare gli aspetti tecnici e i bacini da questo momento sarà compito degli “anta”. Siamo sicuri che dal mondo master arriveranno quesiti e proposte in quantità industriali. Noi di CM ci vogliamo mettere in gioco perché la cosa è appassionante. Costruire insieme qualcosa di importante è sempre un’avventura esaltante e poi da sempre condividiamo l’entusiasmo e la passione dei veterani del remo. Aiutiamo Ottazzi nel suo ruolo di responsabile nazionale, diamo sostegno al dibattito nei Circoli e nei Comitati Regionali. Nel Lazio ed in Campania già da tempo si è al lavoro per ascoltare la categoria, saggiare gli umori e trarre conclusioni. La parola che sentiamo più spesso è: semplificazione. Bandi di regata chiari e condivisi, regolamenti efficaci, organizzazione degli eventi che tenga conto che il movimento è in crescita.
In primo luogo condividiamo le idee di Paolo Caracciolo pubblicate su “Amoremare”: “Gli atleti che rientrano nella categoria Senior non dovrebbero, secondo me, partecipare a gare Master e sarebbe auspicabile che il tesseramento preveda una netta distinzione tra le due categorie. I Master sono, sempre secondo il mio parere, degli atleti a tutti gli effetti che non possono partecipare a gare che prevedono un impegno tale che l’età e/o la ridotta possibilità di allenamento non rendono più realizzabile” Semplificazione in questo caso fa il paio con chiarezza: nel canottaggio esistono categorie per classi di età, tra cui gli stessi master, ed i Senior che invece rappresentano la punta di diamante del canottaggio per la loro dedizione, per il loro impegno totale, per la loro professionalità. Costoro non possono essere considerati semplici amatori in alcuni casi ed agonisti puri in altre occasioni. “Ovviamente, nel momento in cui dovesse venir recepito dagli Organi federali questo concetto – conclude Paolo Caracciolo – non sarà difficile trovare le opportune regole per individuare esattamente la categoria Master”. In secondo luogo la creazione di una classifica nazionale per società, in modo analogo al Trofeo D’Aloja per i giovanissimi, darebbe uno stimolo in più ai veterani del remo ed un impulso a sviluppare il movimento remiero, in un momento in cui l’aumento del numero dei tesserati diviene questione decisiva sia agli occhi degli sponsor che del CONI.
Pino Lattanzi

Associati ad A.M.I.C.I.
L'iscrizione Associazione Master Italiani Canottaggio Integrato è gratuita e la Tua adesione aumenterà la nostra forza per supportare le nostre iniziative, lo scopo principale dell’ associazione è quello di promuovere il Canottaggio Master e non solo.